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SPILLO/ Se la Borsa festeggia le Generali "non sistemiche"

Pubblicazione:mercoledì 4 novembre 2015

Il Leone di Trieste (Infophoto) Il Leone di Trieste (Infophoto)

In una giornata nervosa per Piazza Affari, le Generali hanno fatto titolo: a metà seduta recuperavano il 2%, un po’ meno nel finale. Uno spunto che sarebbe passato inosservato - le Generali quotano solo il 2,8% in più di inizio anno - se non fosse stata collegata a una comunicazione del Financial Stability Board. La cabina di regia delle authority internazionali di vigilanza bancaria e assicurativa e di mercato - presieduta fino al 2011 da Mario Draghi - ha infatti tolto le Generali dalla lista delle cosiddette Sifi: le istituzioni finanziarie di importanza sistemica, “troppo grandi per fallire”.

Dai giorni del crac Lehman Brothers - che fallì nonostante fosse troppo grande e i risultati sul mercato furono più che disastrosi - le Sifi (individuate nel 2011) sono state dapprima prima aiutate in tutti i modi. Poi sono diventate oggetto di ri-regulation. Non solo le banche ma anche le assicurazioni (G-SII, Global Sistemically Insurer Insitutions): non è un caso che nella lista delle G-SII spicchi AIG, il gigante americano che nell’autunno 2008 per qualche giorno fece temere un crollo ingestibile per Wall Street.

Bene, ieri il Fsb ha aggiornato la lista delle GSII e le Generali ne sono uscite, mentre vi ha fatto il loro ingresso il colosso olandese Aegon. Perché Piazza Affari ha (moderatamente) festeggiato? Perché è assai probabile che già nel 2016 alle Sifi vengano imposti parametri di solidità patrimoniale rafforzati: un patrimonio di vigilanza incrementato del 10% per creare riserve utili ad assorbire potenziali perdite. Il Leone non dovrà farlo perché presenta dimensioni e struttura di bilancio diversi dalle componenti della “Global League”: Axa e Allianz (con i quali un tempo le Generali occupavano stabilmente tutti i podi europei delle polizze); le britanniche Aviva e Prudential, Aegon; le statunitensi Aig, MetLife e Prudential Financial; la cinese Ping An. Piazza Affari è soddisfatta: ma perché?

Le Generali dell’Ad Mario Greco non sono più certamente quelle saldamente controllate da Mediobanca e sono quindi in progressiva uscita da un network delle partecipazioni non strategiche in dissoluzione (da Telecom a Rcs). E il nuovo business plan ha ridisegnato la compagnia assai più come agenzia di servizi finanziari che come istituzione finanziaria a tutto tondo: il Fsb ha certificato una minor esposizione al rischio di mercato e quindi alle necessità di assorbimento di capitale. “Il nostro modello è Amazon”, ha sintetizzato qualche tempo fa Greco, che ha dato molta enfasi alla creazione di un a nuova figura di top manager: il chief data officer, che dovrà estrarre tutto il valore possibile dal big data commerciale presente nelle Generali. Basterà?


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