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SPY FINANZA/ I "guai" del Canada per colpa del petrolio

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E se la crescita della domanda nel 2016 ribalterà il suo trend di lungo termine, scendendo a 1,2 milioni di barili al giorno dall’1,8 milioni di quest’anno, la colpa sarà proprio dei guai economici che stanno colpendo Paesi come Russia, Venezuela, ma soprattutto i prima citati Arabia Saudita e Canada: il consumo a livello mondiale sarà di 95,7 milioni di barili al giorno come media, 100mila meno di quanto previsto soltanto un mese fa. Insomma, la decelerazione è in corso e potrebbe risultare ancora peggiore se non dovesse accadere qualcosa, ovvero nuovo stimolo da parte della Fed o un evento geopolitico che inneschi shock al rialzo per timore di mancata offerta sul mercato da parte di un grande player.

Occhio quindi a quanto sta accadendo tra Siria, Iraq e Yemen: la chiave per il mercato petrolifero potrebbe essere lì, tramutando un evento bellico drammatico nell’àncora di salvezza non solo dell’Arabia ma anche del Canada con rating AAA sempre più traballante. Se poi il terrorismo internazionale legato all’Isis dovesse colpire in Russia seguendo lo stile ceceno prima della riunione dell’Opec prevista a Vienna il 4 dicembre prossimo, allora vorrà dire che la guerra per la salvaguardia del petrodollaro è davvero cominciata in grande stile. 



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