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MANOVRA 2015/ Gentili: da Renzi una doppia scommessa politica

Pubblicazione:giovedì 5 novembre 2015

Pier Carlo Padoan Pier Carlo Padoan

Noi ci troviamo sul terreno del rapporto con Regioni ed enti locali, che sono state oggetto di una rivisitazione per quanto riguarda la riforma del titolo V che riaccentra alcuni poteri mettendo fine alla legislazione in concorrenza che ha provocato numerosi danni all’insegna di un malinteso federalismo. Ci sono dei ritardi complessivi da parte dell’intera classe politica, nonostante da anni si parli di costi standard. Ogni anno al momento di predisporre la legge di stabilità riemerge questa contrapposizione tra governo ed enti locali.

 

È vero che i bilanci delle Regioni sono messi a rischio dalla legge di stabilità?

Le spese correnti delle Regioni ammontano a 153 miliardi, e sono dunque fuori controllo. Nelle Regioni del Sud, e soprattutto in una a Statuto speciale come la Sicilia, l’efficienza dei servizi prestati ai cittadini è veramente al di sotto del livello di guardia. Quando vediamo tutto questo e registriamo l’aumentata crescita della pressione fiscale, che è arrivata a circa 130 miliardi di euro l’anno, vediamo che su questo terreno ci sarebbe probabilmente molto da fare.

 

Come andrà invece la partita con Bruxelles?

La legge di stabilità dovrà superare l’esame della Commissione Ue, che ha già mosso delle osservazioni critiche. Di fronte al giudizio sul debito e alle stime sulla crescita, se la Commissione Ue si dichiarerà convinta cifre alla mano che davvero nel 2016 il debito scenderà, allora questo può cambiare molto in un senso o nell’altro.

 

(Pietro Vernizzi)



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