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MANOVRA 2015/ Gentili: da Renzi una doppia scommessa politica

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Pier Carlo Padoan  Pier Carlo Padoan

«La legge di stabilità si basa tutta su una scommessa politica: che nel 2016 il Pil crescerà e il debito calerà. La politica economica del governo non va quindi valutata analizzando le singole voci, ma in base al fatto che questo duplice obiettivo si realizzi o meno». A spiegarlo è Guido Gentili, editorialista ed ex direttore de Il Sole-24 Ore, dopo che Regioni, enti locali, Corte dei conti e altre istituzioni hanno mosso una serie di rilievi nei confronti della manovra. Intervenendo di fronte alla commissione Bilancio al Senato, il ministro Padoan ha risposto così alle critiche: “Si può avere un giudizio negativo o positivo di questa legge di stabilità, ma un giudizio che prenda in esame singole misure in modo isolato è un giudizio di per sé errato, distorto o quantomeno incompleto”.

 

Gentili, nell’insieme questa manovra ha un progetto oppure no?

L’idea da cui nasce questa legge di stabilità è che il Paese sta ripartendo, tanto che nel 2016 il Pil crescerà dell’1,6%. Per la prima volta dopo otto anni ci si aspetta che scenda anche il debito pubblico. La scommessa politica fondamentale è su due temi: la crescita e il fatto che il debito scenderà. Perché questa scommessa sia un successo, il governo ha messo in piedi una manovra molto articolata che risente di un’impostazione soprattutto politica. Ciò è confermato dalle dichiarazioni di Padoan, secondo cui gli interventi della manovra “vanno valutati nel loro insieme”.

 

La manovra in questi giorni è stata fatta oggetto di numerose critiche. Lei come le valuta?

Sui singoli provvedimenti la Banca d’Italia, l’Istat, la Corte dei Conti e l’ufficio parlamentare di Bilancio hanno sottolineato vari aspetti, alcuni dei quali sono in comune. Penso ai rilievi sulla spending review che è molto al di sotto di aspettative e promesse. Le critiche di merito sui singoli provvedimenti vanno però visti nell’ottica della scommessa politica di cui parlavo prima.

 

Per la Corte dei conti, questa è una legge di stabilità che rimanda i problemi al futuro per quanto riguarda sia le coperture sia le clausole di salvaguardia. È un’osservazione che condivide?

Questa legge di stabilità scommette molto sul 2016 e sull’idea che sarà l’anno chiave in cui ripartirà la crescita e scenderà il debito. È fatto quindi il massimo sforzo possibile per centrare l’obiettivo. In questo consiste la scommessa politica del governo, che va però confrontata con quello che sarà l’andamento dell’economia e delle variabili internazionali che si intersecheranno in questa partita.

 

Le critiche più accese sono arrivate da Regioni ed enti locali. Hanno ragione a lamentarsi?


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