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FINANZA E POLITICA/ Forte: così Renzi ha "fregato" Draghi e Berlusconi

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Mario Draghi (Infophoto)  Mario Draghi (Infophoto)

Quest’anno ci troviamo a livelli di disoccupazione uguali a quelli del 2013. Ancora l’anno prossimo avremo una disoccupazione superiore all’11%. Una crescita debole come quella attuale implica che il problema della disoccupazione non si risolve. Questo né nell’immediato né dal punto di vista strutturale, perché in questa crescita la componente investimenti è debole e da più parti finanziata a debito.

 

Perché allora Bruxelles elogia l’operato dell’Italia?

Il motivo per cui la Commissione Ue fa queste dichiarazioni è che siccome in Germania la situazione è diventata poco rassicurante, si deve dire che nell’Unione Europea c’è un Paese che migliora come l’Italia. Bruxelles cerca di presentare con maggiore ottimismo i dati dell’economia italiana, che in gran parte dipendono dall’effetto positivo del quantitative easing e dal basso prezzo del petrolio. Questi due elementi hanno generato una spirale benefica riattivando la domanda interna. Un nuovo aumento del prezzo del petrolio e dei tassi d’interesse ci riporterebbero però al punto di partenza.

 

Che cosa manca per parlare di crescita endogena?

Per parlare di crescita endogena sarebbe necessario che la domanda interna fosse trainata dagli investimenti e dalle esportazioni, e che il bilancio fosse in pareggio. Non mi sembra che si possa parlare di una crescita virtuosa con una disoccupazione superiore all’11%, gli investimenti bassi, il disavanzo elevato e la politica di stimolo della Bce basata essenzialmente sul fatto che ha acquistato una parte del nostro debito pubblico.

 

(Pietro Vernizzi)



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