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FINANZA/ La "Chernobyl" pronta per i mercati globali

Pubblicazione:domenica 8 novembre 2015

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La montagna ha partorito l'ennesimo topolino. La Commissione europea ha "proposto" la creazione di comitati nazionali "per la competitività" e un "Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche"; inoltre, auspica "una rappresentanza più unificata della zona euro nelle istituzioni finanziarie internazionali, in particolare al Fmi" e il completamento dell'Unione bancaria. In altre parole, si tenta di dare maggiore efficienza al sistema costruendo nuovi carrozzoni burocratici. Una follia generata dall'incapacità e dall'impotenza nel fronteggiare una crisi che lo stesso sistema ha procurato e favorito con ogni mezzo. Siamo all'esecuzione di quel "più Europa" che tanti disastri ha finora generato. E per capire l'efficienza di simili disposizioni, la stessa "illuminata" Commissione prevede insediamento del presidente dell'Eurogruppo come stabile rappresentante della zona Euro presso il Fmi entro il 2025. Allora è fin troppo facile prevedere che questo accadrà sicuramente entro il 2025. Ma avverrà molto in fretta, magari tra pochi mesi, motivando la decisione con l'urgenza di fronteggiare il collasso che già oggi possiamo definire imminente, scorgendone tutti i segni. Con la scusa dell'emergenza, metteranno in pratica il piano già studiato a tavolino. E vinceranno ogni resistenza con la scusa dell'emergenza.

Dicevo dei segni del disastro imminente. Il primo più eclatante è che ne parlano tutti, anche quelli che hanno contribuito a crearlo in prima persona, i fondi speculativi e i loro bravissimi esperti. Come Egon von Greyerz, fondatore e managing partner della società svizzera Matterhorn Asset Managment, noto soprattutto per aver previsto il Qe e le forti perdite sofferte dalla Swiss National Bank. Commentando in una intervista l'ammissione di Deutsche Bank di aver trasferito per errore la somma di sei miliardi di dollari a un ignaro cliente, ha affermato: "Com'è possibile che un dipendente junior di una banca talmente importante paghi la somma incredibile di 6 miliardi senza che vi sia nessun tipo di controllo? Questo è un mondo che è impazzito. I governi stampano trilioni, le banche emettono derivati che valgono quadrilioni ed effettuano transazioni del valore di centinaia di miliardi ogni settimana. Gli zero non significano più nulla e non hanno valore. Tutto ciò è diventato routine per le persone che gestiscono tali somme e nessuno ha idea riguardo al rischio o all'esposizione reale".

Con una battuta, posso confermare che gli zeri non contano nulla. Sono i numeretti che sono davanti agli zeri che creano il problema: un piccolo dettaglio che potrà mandare all'aria il sistema finanziario globale, in maniera imprevista. E sarà il disastro non solo per un errore piccolo piccolo, per colpa di un numeretto piccolo piccolo (con appresso tanti tanti zeri), ma perché quello sarà solo il granello di sabbia che bloccherà la gigantesca macchina finanziaria globale che ha già al suo interno mille attriti e mille criticità. Come nel caso di Chernobyl, sarà l'inettitudine di qualcuno insieme all'errore grossolano di qualcun altro, compiuti in una situazione di grandissima pericolosità, a scatenare l'evento irreparabile e disastroso.

Il nostro reattore nucleare è la massa dei derivati, circa 4 quadrilioni di dollari (4 milioni di miliardi) che finora hanno fornito l'energia per una crescita fasulla e che da un momento all'altro possono abbattersi sul sistema finanziario globale, creando un "day after" apocalittico. 


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