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MANOVRA 2015/ I benefici "nascosti" dalle proteste delle Regioni

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Viene confermato in misura ridotta - comprensibilmente perché si tratta di una disposizione di carattere straordinario - il bonus sulle assunzioni attraverso una riduzione dei contributi del 40% per 24 mesi sulle nuove assunzioni. Viene detassato il salario di produttività, negoziato dalla contrattazione aziendale o di secondo livello e collegato al raggiungimento di determinati obiettivi, fissando soglie reddituali per una volta di tutto rispetto (50.000 euro), affinché possano usufruirne la maggior parte dei lavoratori dipendenti.

Queste misure sono certamente migliorabili, come tutto il resto, ma vanno nella direzione di favorire gli investimenti ed è su questa linea che bisognerebbe insistere, come ha individuato bene il Presidente di Confindustria invocando maggior sostegno degli investimenti privati al Sud e in ricerca e innovazione. A ciò occorrerebbe affiancare maggiori investimenti in lavori pubblici, calati di un terzo (quasi 20 miliardi in meno all'anno) negli ultimi 10 anni: secondo la classifica Ocse, l'Italia è al terz'ultimo posto (prima di Grecia e Portogallo) per investimenti in rapporto alla spesa pubblica (circa 21%).

Mi sembra la strada giusta, quella di favorire gli investimenti e la crescita, anche per venire incontro alle istanze di regioni ed enti locali.

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