BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ L'"accordo scellerato" che lascia l'Italia nei guai

Renzi e Padoan (Infophoto)Renzi e Padoan (Infophoto)

Il secondo problema è che anche se, in termini di produzione industriale, siamo ancora l’ottavo Paese del mondo (un tempo ci gloriavano di essere il settimo o anche il sesto), gli “anni difficili” non hanno curato i nodi strutturali dell’economia (e della società) italiana. In un saggio pubblicato su Economic Affairs (Vol. 36, No. 3, pp. 349-365, 2015), due docenti dell’Università di Bologna, Gianluca Pelloni e Marco Savioli, si chiedono Why Italy is Doing so Badly? - anche nelle previsioni citate restiamo al disotto della media europea. A loro avviso, i dati mostrano “una fase di declino sistemico di grandi dimensioni”. “Il sistema Italia” ha abbandonato - aggiungono - una visione dinamica dei vantaggi comparati, visione cruciale per una crescita sostenibile. Ha invece optato per una visione statica di specializzazione. La “distruzione creativa” schumpeteriana è stata bloccata; vige la friedmaniana “tirannia dello status quo”; non c’è stata una ristrutturazione dell’economia. Alle radici di questi problemi - concludono - c’è un contratto implicito tra le élite e la società civile. Un “patto scellerato” per dare contentini a tutti, che si traduce in stagnazione.

Tale è una crescita dell’1,4-1,5%, non certo in grado di dare maggiore utilizzazione ai fattori di produzione (soprattutto al lavoro).

© Riproduzione Riservata.