BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ I numeri che spingono la Francia verso il default

Pubblicazione:

Marine Le Pen (Infophoto)  Marine Le Pen (Infophoto)

A queste dinamiche tutte interne - e dubito imputabili a immigrati o Islam - vanno unite poi quelle legate all'appartenenza all'Ue, le quali hanno giocato un ruolo non di secondo piano nella crescita dei consensi verso il Front National, visto che le politiche di contrazione fiscale e monetaria che si sono sviluppate tra il 2010 e il 2014 hanno strozzato nella culla la ripresa post-shock Lehman e trasformato una recessione in depressione, con conseguenze di medio termine che si sono palesate ora. Il grafico a fondo pagina ci offre inoltre un'altra chiave di lettura del successo della Le Pen, direttamente riconducibile alla sua lotta senza quartiere contro l'euro. Dall'introduzione della moneta unica, infatti, Francia e Germania hanno cominciato a muoversi in direzioni nettamente opposte, visto che all'introduzione delle 35 ore voluta dal governo socialista in Francia si è contrapposto il pacchetto Hartz di riforme del mondo del lavoro voluto dal sempre socialista Schroeder, attraverso il quale la Germania ha operato una contrazione salariale enorme che ha messo il turbo alla competitività e all'export e ha operato una svalutazione interna dentro l'unione monetaria. 

Ecco spiegato il surplus tedesco e la situazione da semi-recessione francese: in Francia si è perso il 20% in competitività del costo del lavoro e se all'inizio dell'ultima decade il Paese poteva vantare in surplus del 2,5% del Pil, oggi sta bruciando ricchezza attraverso un deficit dell'1,5%. Stando a calcoli della Banque de France, nonostante le condizioni monetarie garantite dal Qe e il prezzo basso della bolletta energetica, la Francia crescerà solo dell'1,2% quest'anno e dell'1,4% il prossimo: il problema è con un ratio debito/Pil al 97,3% non si può operare un tentativo di svalutazione competitiva interna, quindi la camicia di forza dell'euro appare ancora più stretta e opprimente. Inoltre, esistono alcune patologie demografiche che stanno peggiorando con il passare del tempo, visto che l'Osce ha sottolineato come un solo quarto dei francesi tra i 60 e i 64 lavori ancora, contro la media Osce del 40%, il tutto grazie alle politiche di incentivo al pensionamento anticipato. Un dato che vede i francesi con un'aspettativa di vita media di 25 anni dopo essere andati in pensione, peccato che la spesa per il comparto previdenziale sia già salita al 14% del Pil come conseguenza. 

Ecco la Francia di oggi, ecco la Francia che Marine Le Pen ha incantato con il suo mix di marxismo d'attacco e identitarismo nazionalista. Il problema vero e strutturale della Francia non sono l'Islam o gli immigrati, ma l'economia e le ricette che vengono applicate, sono le riforme sempre annunciate e mai fatte, sono privilegi e rendite di posizione che il Paese non si può più permettere, ma che invece mantiene grazie al peso ricattatorio del corporativismo, basti ricordare il recente caso delle aggressioni ai manager di Air France. 

Questo è il problema, non il Bataclan che nelle recenti elezioni ha contato poco o nulla, visto che il Paese aveva già visto l'orrore di Charlie Hebdo a gennaio e sapeva di non essere immune. Ma se le ricette usate finora sono state sbagliate, state altrettanto certi che applicando quelle annunciate da Marine Le Pen, in un regime economico e finanziario come quello attuale, lo sbocco naturale è il default. 

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.