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FINANZA E POLITICA/ Il "conto alla rovescia" che preoccupa l'Italia

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5- Il risultato? Il mondo scoppia di petrolio, un po' parcheggiato nelle enormi petroliere che galleggiano nelle acque degli Oceani, in attesa di ricevere l'ordine di dirigersi vero le raffinerie. Un po' nei depositi. Ma il costo del “parcheggio” è ovviamente molto alto, perciò cresce ogni giorno l'offerta di greggio a sconto. Per la gioia degli speculatori più abili nel contango.

6- Succede infatti che i “matti” che producono troppo stanno arrivando al punto in cui non sanno più dove mettere il loro greggio e lo devono quindi svendere all'ultimo momento facendo uno sconto generoso. Il fisico tratta quindi a uno sconto (che viene chiamato contango) che ha raggiunto il 3% rispetto alla consegna a 30 giorni. In pratica, quindi, i matti che stanno al ribasso sul petrolio stanno guadagnando il 3% al mese anche se il prezzo sta fermo. Se poi il prezzo scende, guadagnano due volte. E così si spiega, cattivo pensiero, la pioggia di previsioni catastrofiche sul prezzo dell'oro nero.

Insomma, politica, finanza e considerazioni di mercato servono a spiegare il calo del petrolio che, probabilmente, durerà ancora almeno per un semestre. O anche di più se la stasi dei prezzi costringerà le Big Oil a sospendere i programmi di esplorazione, almeno nelle aree meno redditizie. Fino a quando? A sbloccare la situazione, potenzialmente pericolosa anche per gli Usa, non potrà essere che un compromesso (impossibile parlar di pace) tra sunniti e sciiti. Così com'è avvenuto più volte nell'ultimo quarto di secolo. 

Nel frattempo l'Italia, come altri Paesi consumatori, può sfruttare la congiuntura favorevole: contro i 30 miliardi di spesa per la bolletta petrolifera del 2013 e i 24 del 2014, il Bel Paese quest'anno potrebbe cavarsela con un saldo di 22-23 miliardi con un ragguardevole risparmio che, nel 2016, andrà ad aggiungersi ai 5 miliardi di euro risparmiati sul servizio del debito pubblico, grazie al calo dei tassi. Purtroppo, nonostante questi regali, la crescita resta striminzita e inferiore agli altri Paesi dell'area Ocse. Chissà che succederà quando volgerà al termine questa stagione, comunque fortunata, anche se non ve ne siete accorti. 

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