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DL SALVA BANCHE/ La verità sul decreto tra "pezze" e polemiche

Pubblicazione:domenica 13 dicembre 2015

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Quello che è successo con le quattro banche recentemente ristrutturate è frutto di un bail in parziale, perché ha coinvolto soltanto azionisti e titolari di obbligazioni subordinate, cioè determinate categorie di risparmiatori che hanno sottoscritto investimenti a elevato rischio, al di là di come siano stati proposti alla clientela. Questa precisazione, a mio avviso, è importante, perché a ben vedere una delle poche cose sensate l'ha detta la Consob, invitando le banche a dare un'informativa più adeguata alla clientela circa gli strumenti proposti, in modo da rendere il risparmiatore pienamente edotto del rischio che corre. Mentre è assolutamente comprensibile la rabbia dei tradizionali risparmiatori, che hanno visto azzerarsi investimenti certamente mal spiegati o mal compresi nella maggior parte dei casi, lo è assai di meno quella di clienti professionali, come le fondazioni, che sono azionisti non sprovveduti, per di più assistiti spesso da autorevoli advisor.

È probabile che la Legge di stabilità ci metta una pezza, cercando di salvaguardare i piccoli risparmiatori ai quali, secondo le parole del Vice Ministro dell'Economia Morando riferite dalla stampa, la natura delle obbligazioni subordinate poteva non essere perfettamente nota. Ben venga, ma saranno nuovi costi, questi sì a carico della collettività.



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