BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BANCHE/ Riforma Bcc: Federcasse contro Renzi

Pubblicazione:lunedì 14 dicembre 2015 - Ultimo aggiornamento:lunedì 14 dicembre 2015, 1.58

Salvatore Rossi Salvatore Rossi

RIFORMA BCC. FEDERCASSE CONTRO RENZI (14 DICEMBRE 2015)Salvatore Rossi, nel corso della trasmissione “In mezz’ora” di Rai 3, in riferimento alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Matteo Renzi alla Leopolda e del Direttore Generale della Banca d’Italia ha dichiarato: 'Le BCC sono banche solide e operano nel contesto di una rete.'  Federcasse (l’Associazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali - BCC) prende atto dell’urgenza che il Presidente del Consiglio ha espresso per la seconda volta in sette giorni, relativamente alla riforma delle BCC e ricorda che ha consegnato al Governo, da oltre quattro, mesi la propria organica proposta di riforma, condivisa con la Banca d’Italia. Chiarito una volta per tutte che il ritardo nell’emanazione del decreto non dipende affatto dal Credito Cooperativo, si attende con immutata fiducia lo sblocco della situazione. Federcasse respinge però con forza la tesi che la numerosità e la dimensione delle banche costituisca di per sé un problema. Ogni BCC è oggi inserita in una rete locale e nazionale che già genera economie di scala. Il senso della riforma che è stata messa a punto va proprio nel senso di rafforzare la coesione delle BCC. Sarà un passaggio ancora più avanzato nel far sistema. Nascerà appunto un Gruppo Bancario Cooperativo, emblema di una coesione integrata adeguata ai tempi e alle regole dell’Unione Bancaria. Sarà il primo gruppo italiano per capitali e il terzo per volumi complessivi. Federcasse ricorda che oggi un cliente di BCC che possiede obbligazioni ordinarie emesse dalla stessa Banca e garantite dal Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti, può contare su una garanzia – nei limiti di quanto stabilito dallo statuto – che arriva a 103 mila euro, aggiuntiva a quella di 100 mila euro, riconosciuta per legge ai depositanti. E’ importante ricordare a tale proposito che le quattro banche portate a risoluzione non erano né tutte piccole né tutte di territorio. Non erano comunque Banche di Credito Cooperativo. Le aziende bancarie (le cosiddette good banks), derivanti da quella misura di risoluzione sono tuttora operative e fanno concorrenza nei territori dove operano a tutte le banche, soprattutto a quelle che hanno come unico mercato quel territorio e che hanno comunque pagato per la loro risoluzione.



© Riproduzione Riservata.