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FINANZA E POLITICA/ Le mosse per evitare "l'apocalisse dell'euro"

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Interessanti le conclusioni. E ancor più interessante che sono state modificate a braccio al termine delle due conferenze, e del confronto specialmente con gli studenti. Il testo è eloquente: «L’unione monetaria può sopravvivere unicamente se gli Stati che ne fanno parte decidono di andare verso l’unione dei bilanci e l’unione politica. Oggi non c’è nessuna volontà di seguire questa direzione. Ciò renderà l’unione monetaria sempre più fragile e forzerà il percorso verso una “unione egemonica” in cui le redini del potere saranno nelle mani degli Stati creditori, innescando conto-reazioni negli Stati debitori. Tale “unione egemonica” verrà da molti respinta. Da fragile l’unione monetaria diventerà non sostenibile». Una visione, quindi, apocalittica in cui i Governi saggi si dovrebbero preparare alla dissoluzione più indolore (per tutti) dell’unione monetaria.

Come tale visione è stata modificata nelle conclusioni a braccio? De Grauwe ha esposto un’alternativa, (apparentemente) meno catastrofica. «Forse» basta fare «piccoli passi» verso l’unione politica e di bilancio quali: a) mutualizzazione di parte del debito sovrano tramite eurobond (o simili); b) ridurre l’azzardo morale insito in numerose politiche economiche nazionali; c) definire stabilizzatori macroeconomici automatici (sostegno dei senza lavoro, ecc.) a livello europeo invece che esclusivamente nazionale; d) completare l’unione bancaria (ora monca della gamba relativa all’assicurazione dei depositi); e) definire un meccanismo “assicurativo” europeo per il ciclo (ossia obiettivi comuni di crescita consentendo politiche espansive a chi cresce meno e imponendo politiche restrittive a chi cresce di più).

Sono piccoli passi realistici? Lo chiedo ai lettori.

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COMMENTI
14/12/2015 - commento (francesco taddei)

a) la volontà dei popoli nazionali e cittadini-elettori non conta più? le élites possono decidere senza legittimazione e contro la volontà popolare? b)nel progetto dell'euro si è messo il tetto del 3% di indebitamento per lasciare autonomia agli stati-nazione (che grazie a Dio ci sono ancora). nel periodo di crisi il rischio era l'effetto contagio ma il deprezzamento dell'euro è stato deciso come strategia non come conseguenza della crisi. è stato il tradimento del coniuge grecia (conti truccati e indebitamento fino alla bancarotta)che ha rotto il patto di fiducia. con il superministro dell'economia la sovranità sarà abolita e le politiche "tedesche" saranno più stringenti perché ci saranno loro in quella carica. alternativa? un euro forte dei paesi del nord che si mangeranno un sud in bancarotta (perché replicheranno a livello europeo gli errori nazionali) c) soluzione? uno stato sussidiario che risparmia e taglia le tasse sulle imprese è l'unica cosa che può salvare i paesi in crisi. i piccoli passi? si ma per avvicinarci alla visione tedesca, non a quella greca!una autonomia nazionale in una logica di confederazione è ancora possibile!