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DL SALVA BANCHE/ La caccia ai voti che si dimentica dei risparmi

Pubblicazione:martedì 15 dicembre 2015

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Il governo dal canto suo tenta, dapprima, di percorrere la via umanitaria per “gli azzerati”, per cercare di individuare chi, a seguito del pasticcio, fosse finito in difficoltà economica, così spostando il problema dal piano del risparmio a quello della povertà (non poca in Italia). Poi, visto il malcontento, propone invece che si debbano trovare 100 milioni di euro per i risparmiatori, ma non resiste alla tentazione di legare il ristoro all'indicatore di situazione economica equivalente (Isee), così che si colga l'occasione per fare comunque un po' di ridistribuzione e forse recuperare un po' di voti.

La severa normativa del bail-in stabilisce che i risparmiatori da tutelare, anche in caso di fallimento di una banca, sono quelli con depositi fino a 100.000 euro. Forse l'asticella che verrà usata dal 1° gennaio 2016 è troppo alta. Intanto si diano le informazioni essenziali, chiare e utili per scegliere. Si insista sulla diversificazione degli investimenti. Si comunichi periodicamente al risparmiatore, per esempio, in una scala da 1 a 5, quanto è rischioso ogni titolo che ha in portafoglio. Gli si dica che il rischio zero non c'è. Si combattano almeno i grandi conflitti di interesse. 

Il 1° gennaio 2016 è sempre più vicino. Ben venga il rigore e ben vengano i duri meccanismi di mercato, con le loro regole e le informazioni che ne garantiscano il buon funzionamento. L'esperimento di rottamazione delle banche non è per ora ben riuscito e c'è il rischio che si diffonda il panico. Potrebbe servire una massiccia campagna mediatica di informazione con cui governo e istituzioni dicano, in modo semplice e comprensibile, ciò che le nuove regole sulbail-in comporteranno e cosa fare per scegliere consapevolmente. Forse non è però ancora il momento (elettorale) giusto per farlo.

 

(Virgilio Dantini)



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