BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FED DAY/ Tassi Usa, la City vede una frontiera lunga a cavallo del 3%

Pubblicazione:

Il presidente della Fed Janet Yellen  Il presidente della Fed Janet Yellen

Per Westaway di Vanguard i mercati emergenti rappresentano un possible rischio, ma non il più serio perchè il rialzo dei tassi sarà graduale. Certi mercati emergenti hanno beneficiato dei bassi tassi statunitensi quindi è possibile che ora vedremo ulteriori deflussi di capitale, argomenta. I mercati emergenti hanno molto debito corporate in dollari e questo è un grosso rischio, sottolinea invece Drayson di Legal & General. Secondo alcune stime, la montagna di dollari provenienti dal “Quantitative easing” che sono defluiti nei mercati emergenti da quando la Fed ha cominciato a comprare obbligazioni nel 2008 sarebbe di 7 trilioni, ha scritto il Financial Times. A un anno dalla fine del programma di Qe, per le aziende dei mercati emergenti che hanno preso in prestito enormi quantità di dollari, dal Brasile alla Cina, sta diventando sempre più difficile ripagare i loro debiti.

Jan Dehn, head of research di Ashmore, un gestore specializzato in mercati emergenti, dice che il rialzo dei tassi da parte della Fed rappresenta “l’inizio della fine di un rally in reddito fisso originato nei primi anni ’80 quando i rendimenti dei titoli di Stato americani a 10 anni erano del 16%”. Come si svolgerà la fine di questo scenario favorevole alle obbligazioni dipenderà da come si sono comportati i debitori, se bene o male, durante i bei tempi. Negli Stati Uniti il livello del debito totale, pubblico e privato, è più che raddoppiato, passando dal 163% del prodotto interno lordo nel 1980 al 337% a fine 2014, nota Dehn. Il debito governativo rispetto al Pil è raddoppiato dal 51% nel 2000 al 100% nel 2014. La situazione è molto simile in altre economie sviluppate pesantemente indebitate, come l’Eurozona. Un debito in crescita rispetto al Pil non è di per se necessariamente un problema, argomenta Dehn. “Il vero problema nelle economie sviluppate ora è che i livelli del debito sono molto alti in un momento in cui i rendimenti obbligazionari sono molto bassi” e questo suggerisce che “gli investitori non sono pagati per il rischio che corrono”.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.