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PAGAMENTO TASI E IMU 2015/ La seconda (e ultima) rata di Imu e tasi con una "beffa" per i Caf

Pubblicazione:martedì 15 dicembre 2015 - Ultimo aggiornamento:martedì 15 dicembre 2015, 23.10

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Consideriamo poi che gli accorciamenti individuati sono molto onerosi, alla cieca e senza alcuna spiegazione; nell'anno passato, in realtà, si era arrivati a un faticosa intesa che assicurava i picchi massimi di spesa calcolati in base all'innovazione del 730 precompilato. Tuttavia, a differenza del 15%, reputato come limite dal governo, solamente il 7% di contribuenti ha stilato la dichiarazione online senza rivolgersi ai Caf. E per il prossimo anno, considerando le complessità riguardanti il calcolo delle detrazioni delle spese mediche, già precompilate dall'Agenzia delle Entrate, non c'è d'aspettarsi un'ampia crescita. 

Ci sembra opportuno esprimere, concludendo, un giudizio sull'argomento fin qui affrontato, sui provvedimenti della Legge di stabilità 2016 riguardanti gli organismi che si occupano dell'aiuto alla previdenza e alla fiscalità: i tagli previsti, e dunque preventivi, sono palesemente errati e vanno chiaramente a sfavore della tutela dei cittadini in generale. Difatti, oltre a sottolineare il profondo disagio degli assistititi e dei contribuenti - che dovranno pagare le prestazioni richieste, finora usufruite quasi tutte gratuitamente, in conseguenza della mancanza di un indispensabile sostentamento economico dello Stato, alla molteplicità dei servizi offerti dal mondo dei Patronati e dei Caf - bisogna pure considerare l'effetto catastrofico sulla sorte di centinaia di posti di lavoro dei collaboratori dipendenti di questi enti. 

Quanto affermato dimostra come al solito la sconfitta di una politica governativa che non ha, e non ha mai avuto, la pur minima volontà di difendere e agevolare le fasce economiche dei cittadini più basse e più in difficoltà. Come abbiamo affermato parecchie volte, non si possono applicare le teorie e le azioni di semplificazione (vedi la messa in campo dell'innovazione telematica voluta e tanto vantata dall'Inps e dall'Agenzia delle Entrate e, per adesso, miseramente fallita) e di risparmio di bilancio a tutti i costi, a discapito di un'opera di autentica difesa di un welfare giusto e per tutti. 

Nello specifico, questa non è un opinione a ogni costo contraria e pessimistica su chi ci amministra e ci governa, ma dobbiamo renderci conto che non possiamo andare avanti così. L'Italia nel suo complesso ha bisogno di risposte adeguate e di concrete soluzioni sui vari problemi sociali ed economici che assillano tutti noi, dalle pensioni al lavoro che manca, soprattutto ai giovani, dai licenziamenti al bisogno di sicurezza interna, alle soglie di povertà che ogni giorno si incrementano e via dicendo. Tiriamoci su le maniche e chi ha il potere di farlo si sforzi di cambiare la situazione, lasciando definitivamente un fazioso e proprio interesse a favore di un principio, volutamente "fuori moda", di bene comune, mettendo in atto il quale, si può finalmente realizzare risolutivamente, un reale progetto di svolta e di cambiamento delle sorti del nostro Paese.



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