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SPY FINANZA/ I fondi pronti a far partire un nuovo 2008

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È quasi un roulette russa, ma lo si fa per scelta, per guadagnare speculando, ben consci di poter restare attaccati a quella scommessa a sventolare come una bandiera nella tempesta. Ben diverso è quanto accaduto agli obbligazionisti subordinati della quattro banche popolari salvate dal governo Renzi-Boschi attraverso il bail-in, ovvero azzerando il valore di quella carta che è storicamente un ibrido tra obbligazione e titolo azionario, ovvero uno strumento che porta con sé rischio di mercato non essendo debito puro. Ora, non entro nel merito della querelle politica scatenata dalle truffe agli sportelli bancari - perché di questo si è trattato nella stragrande maggioranza dei casi - ma sulla sistemicità della vicenda, visto che minare la fiducia dei cittadini e delle imprese nei confronti del sistema bancario è il primo passo verso il suicidio economico di un Paese. E gli istituti di credito ci hanno messo molto del loro, anche se le responsabilità maggiori a mio avviso vanno tutte in capo a Bankitalia e Consob, quantomeno distratte e impreparate, volendo prendere in considerazione solo l’ipotesi migliore e più beningna.

Attenti, perché il sistema bancario italiano non è affatto sanissimo come continuano a ripetere i pappagalli della politica: certo non è a pezzi, non è a rischio di imminente default ma siede sul 14,3% di sofferenze contro la media europea di poco più del 7% e su detenzioni di debito pubblico che superano i 400 miliardi di euro, molto sensibili a scostamenti non solo degli spread ma anche del sentiment di mercato, se per caso la crisi di liquidità dovesse tracimare dal settore dell’alto rendimento. Ieri il bond subordinato LT2 al 7,321% di Banca Carige è passato da 105 a 85 nell’arco di un battito di ciglia, arrivando ora a rendere un lunare 10%: peccato che in questo caso non sia carta da piazzare in maniera fraudolenta e criminale a vecchiette inconsapevoli o a chi pur di ottenere un mutuo è pronto a firmare di tutto. Si tratta infatti di un bond per investitori professionali che viene collocato con tranche minima di 50mila euro. Il tutto, mentre il titolo azionario di Carige toccava il minimo record di 1,2 euro.

Cosa sa il mercato che noi poveri cristi non sappiamo? Perché gli investitori istituzionali hanno paura, scappano e fanno schiantare bond e titolo? Attenzione, viviamo tempi silenziosamente pericolosi. È il mercato (drogato e manipolato), bellezza!

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