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SPY FINANZA/ I guai della Merkel finiscono sul groppone dell'Italia

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Angela Merkel (Infophoto)  Angela Merkel (Infophoto)

Ma lunedì scorso, a sole 24 ore dagli scontri di Lipsia, è successo altro: ovvero, al congresso della Cdu tenutosi a Karlsruhe, Angela Merkel ha compiuto la più classica delle inversioni di 180 gradi sul tema, guadagnandosi otto minuti di applausi al termine del suo intervento finale. E cos'ha detto la Cancelliera? Molto furbescamente ha ribadito che «l'economia tedesca è abbastanza forte da poter gestire più di 1 milione di persone che richiedono asilo quest'anno», ma poi ha dato alla platea ciò che voleva: «Il messaggio è che vogliamo ridurre notevolmente il numero di persone che vogliono venire da noi, ma non solo attraverso misure unilaterali a livello nazionale, bensì guardando e chiedendoci prima di tutto perché i rifugiati devono lasciare le loro case». Accidenti, che pensiero politico profondo, roba da Nobel per la Pace, dopo aver ottenuto la copertina di Time

Nella sua cronaca del congresso, l'Associated Press ha sottolineato come «il leader della Cdu ha fatto alcune concessioni retoriche ai membri del partito preoccupati per la capacità della Germania di assorbire nuovi migranti e la mozione principale del partito è infatti quella di ridurre con determinazione l'influsso di rifugiati attraverso "misure effettive", visto che una continuazione del flusso attuale potrebbe sul lungo termine sovraccaricare la società e lo Stato». 

E quali sarebbero queste "misure effettive" a cui pensano la Merkel e il suo partito? Forse mandare, come ha fatto la Germania, sei cacciabombardieri, una nave da guerra e 1200 soldati proprio nella nazione da cui i profughi stanno scappando? O forse dare 3 miliardi a Erdogan per tenersi buona la Turchia, soldi che invece Ankara userà quasi certamente per aiutare i "ribelli" che stanno creando disastri in Siria e che fanno fuggire le persone? O forse ancora tramutare il chokepoint europeo chiave per l'immigrazione, ovvero la Grecia, in una nazione da terzo mondo, imponendo un'agenda ancora una volta lacrime e sangue per vedersi garantiti gli aiuti che andranno a ripagare gli interessi (esteri e istituzionali) sul debito e per ricapitalizzare le banche che quel debito detengono in massa? 

Qual è la sua ricetta, signora Merkel? Quali sono queste "misure effettive" di cui ha parlato, tra applausi scroscianti, ai delegati del suo partito? Penso di saperlo. O, quantomeno, ho un forte dubbio al riguardo. E la mia convinzione è dettata dal fatto che, stranamente, ieri Bruxelles ha chiesto all'Italia «un'accelerazione nel dare cornice legale alle attività di hotspot, in particolare per permettere l'uso della forza per la raccolta delle impronte e prevedere di trattenere più a lungo i migranti che oppongono resistenza». Insomma, per l'Italia bacchettate e possibile aperture di procedure d'infrazione, per la Merkel che disattende le promesse fatte finora, l'applauso dell'uditorio Cdu e niente più. 



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COMMENTI
17/12/2015 - commento (francesco taddei)

è stato il partito di alfano ad approvare gli accordi che ci penalizzano oggi. invece di chiagnere e futtere magari fare un patto con le nazioni del mediterraneo per portare un progetto comune no? poi la soluzione all'invasione dei migranti è una sola: una risoluzione dell'onu per dei centri di accoglienza nei paesi del nord africa o in siria magari, così che la gente sfrattata abbia una speranza di ritornare. i tedeschi non vogliono troppi immigrati. perché l'autore se ne lamenta visto che da noi giornalisti, preti, chiesa, presidenti di qua e là ci ripetono che siamo egoisti e cattivi e dobbiamo dargli tutto pure se rubano o ammazzano? e se non lo fai sei un razzista da denunciare al tribunale di Norimberga?