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RENZI vs MERKEL/ Sapelli: Matteo si sta giocando le elezioni

Si riaccende lo scontro tra Italia e Ue, con Matteo Renzi che non manca di punzecchiare la Germania. Per GIULIO SAPELLI il Premier si sta giocando il futuro politico

Matteo Renzi e Angela Merkel (Infophoto) Matteo Renzi e Angela Merkel (Infophoto)

Si riaccende lo scontro tra Italia e Ue, o meglio tra Italia e Germania. Matteo Renzi va all'attacco dopo l'ultimo vertice europeo: "L'Unione europea non può essere sotto la guida di un solo Paese, la Germania". Ma c'è qualcosa di più della questione migranti. Ancor prima che una procedura di infrazione sul tema venisse aperta nei confronti del nostro Paese, il Premier aveva già annunciato la propria opposizione al raddoppio del Nord Stream, il gasdotto tra Russia e Germania: un progetto che ha preso corpo dopo che è stato "congelato" il South Stream, la pipeline in cui era impegnato Eni, a seguito delle sanzioni Ue contro Mosca. Non bisogna poi dimenticare il vicendevole "scaricabarile" tra Roma e Bruxelles registratosi nelle scorse settimane in occasione del salvataggio delle quattro banche, che ha portato molti cittadini a perdere i propri risparmi, e la "partita" sulla bad bank italiana che da tempo resta bloccata in attesa di un'approvazione europea. Che la questione sia calda e importante - nonostante la "puntualizzazione" di Renzi (nessun attacco alla Germania, solo domande) - ce lo conferma anche Giulio Sapelli, Professore di Storia economica all'Università di Milano: «Paradossalmente, mentre l'Italia vede crescere il suo ruolo internazionale nel Mediterraneo, come dimostrato nell'accordo raggiunto sulla Libia, in Europa le cose vanno diversamente».

 

Professore, cosa sta succedendo secondo lei?

I francesi non sono contenti di questo risultato ottenuto dall'Italia in Libia. E Renzi non riesce a creare un qualche "vincolo" con Hollande, nonostante la comune appartenenza al socialismo europeo. Anche perché tra i due paesi c'è una sorta di concorrenza per avere un rapporto privilegiato sia con l'Africa che con la Germania. Con gli inglesi, poi, non si riesce a costruire alcun "ponte". Insomma, a livello europeo la strategia di Renzi è una catastrofe, perché proprio con la Germania con cui dovrebbe avere un buon rapporto ha punti di attrito fondamentali rispetto al gas. 

 

Si riferisce al raddoppio del Nord Stream?

Sì. Per certi versi Renzi è stato scavalcato e ingannato dalla Merkel. Questioni del genere fino all'800 si risolvevano con le guerre. E forse in altre parti del mondo si sarebbe arrivati a un conflitto. 

 

Perché tale questione è così importante?

Una nostra importante azienda ha investito per anni in un gasdotto con la Russia che farebbe dell'Italia un hub strategico, diversificando anche l'approvvigionamento energetico europeo. Il South Stream è stato messo da parte dopo le sanzioni contro Mosca, ma ora si vuol permettere di raddoppiare il Nord Stream che approda in Germania dal Baltico. Renzi ha fatto bene a opporsi a questo progetto, perché se si perde questa partita anche l'Eni è a rischio. Già l'azienda ha i suoi nemici all'estero che parlano attraverso la televisione pubblica italiana…

 

Il vero punto di attrito è quindi il gas?

Il vero punto caldo in Europa è il rapporto con la Russia. Mi piacerebbe tanto capire perché l'unica via di rapporto con Mosca deve essere il ritorno a uno spirito di Guerra fredda come vorrebbero gli americani.

 

Cosa deve fare l'Italia a questo punto?


COMMENTI
20/12/2015 - renzi-merkel (gianni iannelli)

gentile sapelli, credo che la sua analisi sia errata. renzi non è stato fregato dalla merkel ma dagli usa, che stanno fregando tutta europa. la prima cosa che ha fatto da premier è stata quella di rimuovere il capo di eni secondo la volontà di usa. merkel si è accorta che gli usa fanno solo i cavoli propri e sta cercando di istaurare buoni rapporti con russia (vedi capitoli intercettazioni, sanzioni, volkswagen...). in questi ultimi giorni renzi si è accorto della fregatura americana e sta cominciando a rincorrere merkel, hollande, salvini verso una apertura alla russia, ma ormai è troppo tardi: south stream non si farà più, la libia è ancora lontana e la germania e l'europa non possono aspettare il gas libico-italiano o degli altri ipotetici gasdotti mediorientali, il parmigiano i russi se lo fanno a casa loro. renzi si è messo in un cul-de-sac e deve "ringraziare" solo la sede centrale americana del suo partito pd.