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SPY FINANZA/ L'obiettivo Usa dietro lo scontro Russia-Turchia

Un'interconnessione tra Cina, Russia e Ue spaventa molto gli Stati Uniti. Che vedono quindi con favore, spiega MAURO BOTTARELLI, lo scontro in atto tra Erdogan e Putin

Vladimir Putin (Infophoto) Vladimir Putin (Infophoto)

Ci sono vari fronti di guerra aperti, ma solo uno conta davvero e non è mai menzionato. È un fronte che potrebbe cambiare il volto dei rapporti commerciali globali per sempre, perché porrebbe fine al rapporto privilegiato tra Usa ed Europa e si baserebbe sulla cosiddetta "Nuova via della Seta", ovvero una interconnessione tra Cina, Russia e Ue che creerebbe non solo un soggetto praticamente imbattibile a livello economico, ma sancirebbe anche la fine del cosiddetto secolo americano. E gli Usa, soprattutto i corpi intermedi del potere, quelli che hanno il compito di sobillare e destabilizzare, questo non possono accettarlo. E stanno già lavorando, utilizzando il campo di battaglia siriano per spaccare l'asse portante di questa rivoluzione nei rapporti Est-Ovest: la rottura delle relazioni tra Mosca e Ankara dopo l'abbattimento del jet russo da parte dell'artiglieria turca è stato l'estremo regalo di Erdogan agli Stati Uniti, i quali gli hanno garantito non solo protezione Nato militarmente, ma soprattutto protezione politica da possibili colpi di mano. 

Per capire quanto il quadro di destabilizzazione stia crescendo a livello globale, basta citare l'ultima mossa russa. Proprio lunedì, dopo aver mandato un chiaro segnale alla Nato armando i caccia Su-34 anche con missili aria-aria a corto e medio raggio, l'Ufficio del Procuratore generale ha infatti bannato come indesiderate una serie di associazioni straniere, con a capo la Open Society del ben noto "filantropo" George Soros. Il bando fa divieto a cittadini e associazioni russe di partecipare a ogni progetto di questi gruppi, definiti - in base alla legge "Patriotic stop-list" emanata lo scorso luglio dal Senato russo - "una minaccia per le fondamenta dell'ordine costituzionale russo e per la sicurezza nazionale". In totale sono 12 gruppi, tra cui compaiono il National Endowment for Democracy, l'International Republican Institute, il National Democratic Institute, la MacArthur Foundation e la Freedom House. Guarda caso, tutte organizzazione che hanno lavorato alacremente con il Dipartimento di Stato Usa nella creazione ad hoc delle varie primavere arabe e delle rivoluzioni colorate ad Est. 

E perché lo ha fatto Putin? Perché sa che il prossimo obiettivo sono i Balcani e vista la grande influenza russa sull'ex mondo slavo occorre muoversi per tempo, bloccando in patria i cosiddetti "agenti provocatori" al fine di mandare un messaggio anche a tutti i Paesi ex-jugoslavi e confinanti. Gli Usa hanno due priorità: primo, bloccare il progetto della pipeline turco-russa South Stream e l'incidente bellico in Siria pare riuscito, almeno per ora, nell'intento; secondo, muoversi in anticipo per bloccare sul nascere l'estensione potenziale di quel progetto, ovvero il cosiddetto Balkan Stream, come mostrato nella mappa a fondo pagina. 

A far drizzare in un primo tempo le antenne a Putin è stata la fallita rivoluzione colorata del maggio di quest'anno in Macedonia, grazie a Dio stroncata sul nascere dai cittadini stessi. Il secondo step di destabilizzazione balcanica doveva essere la Grecia pre e post-referendum sull'austerity, ovvero la speranza di una deposizione di Alexis Tsipras e l'avvento dell'ennesimo governo fantoccio filo-Ue e filo-Usa che mandasse in cantina per sempre il progetto Balkan Stream a favore di quello gradito a Washington, l'Eastring. Altro fallimento, i cittadini greci hanno scelto e i Balcani hanno retto un'altra volta all'assalto. Poi, la terza fase, il 24 novembre in Siria con l'incidente che ha visto un jet russo colpito dall'artiglieria turca e il graduale irrigidimento dei rapporti tra Ankara e Mosca, fino al congelamento totale dei giorni attuali con tanto di sanzioni imposte dalla Russia sui cittadini turchi (divieto di assunzione per le ditte russe e stretta sui visti). 

 


COMMENTI
03/12/2015 - parente (Claudio Baleani)

Ma lei è parente di Giulietto Chiesa? Amico, commensale...