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BANCHE SALVATE/ Le domande ancora aperte "nonostante" il decreto

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Le accuse contro gli ex amministratori di Banca Etruria, infatti, sembrano piuttosto pesanti: finanziamenti per circa 185 milioni di euro ad amministratori e sindaci in palese violazione delle norme sui conflitti di interessi (qui esistono differentemente dalla politica), parti dei quali si sono tramutati in sofferenze per la banca. Chiunque lavori presso un intermediario e abbia familiarità con gli uffici preposti alla trattazione dei reclami sa quanto siano frequenti esposti presentati dalla clientela per il tramite delle associazioni dei consumatori, anche su questioni di poco conto che si potrebbero tranquillamente risolvere con una semplice telefonata: sono sicuro che, scartabellando la corrispondenza ricevuta dalla banca negli ultimi quattro anni, si potranno trovare proteste pregresse di risparmiatori sulle obbligazioni incriminate che, affrontate a tempo debito con serietà, avrebbero forse consentito di far luce sulla vicenda prima del tracollo. 

Infine, gli istituti di credito in generale, dove il personale deve di norma pensare a raggiungere il budget a tutti i costi, guardando al solo conto economico della banca. "Quest'economia uccide. [...] Oggi tutto entra nel gioco della competitività e della legge del più forte, dove il potente mangia il più debole" ebbe a dire (e a ripetere) papa Francesco. Sono parole che suonano oggi più che una profezia, a tutti i livelli.

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