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SPY FINANZA/ Gli "sporchi trucchi" di banche e Bce

Pubblicazione:domenica 20 dicembre 2015

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E così, cambiando le regole, o cambiando la liquidità sul mercato e la rischiosità di certi investimenti, le banche possono fallire perché tengono un bilancio falsato. Creano denaro dal nulla, ma quella loro attività (che si chiama “attività” per buon senso e corretto uso del linguaggio) viene posta tra i passivi di bilancio, contro ogni buon senso e contro il significato del linguaggio. Non ha senso mettere tra i passivi ciò che è “attivo”, frutto di una attività; se viene fatto così perché così dice la legge, allora la legge è stupida. Prosegue Galloni: “Così, qualcuno deve pagare il conto: risparmiatori, correntisti, depositanti, mancati prenditori, ordinary people soggetto alla tassazione. La politica decide solo con chi prendersela di più o di meno: il braccio di ferro è cominciato! La guerra fra poveri un’ottima prospettiva per la grande finanza”.

Come affermato nel suo recente volume “Il futuro della banca” (Eurilink Edizioni), “nei propri bilanci le banche segnano i depositi e i conti correnti al passivo. Ciò non avrebbe alcun senso (come se il gestore di un garage iscrivesse al passivo le automobili parcheggiate!) se non fosse fondamentale per occultare il reale funzionamento delle banche stesse: solo mettendo al passivo i depositi nello stato patrimoniale si nasconde la voragine di attivo... Il margine operativo sarebbe superiore al 90% [dei prestiti] e, in assenza di sofferenze, sottoponibile a tassazione. In condizioni normali, dunque, il gettito tributario complessivo raddoppierebbe e lo Stato andrebbe in pareggio di bilancio con una pressione fiscale media attorno al 20%”.

Sembrerebbe un sogno, ma non lo è. La riprova? L’Ungheria. Con una moneta sovrana e pressione fiscale al 16%, il debito negli ultimi anni è in costante diminuzione e la disoccupazione è a livelli accettabili, considerando la crisi internazionale. Ma in Europa, per chi ha l’euro, le cose vanno molto male, anzi peggio. 

Le ultime notizie che trapelano parlano di un patto segreto tra Draghi (le cui politiche monetarie stanno clamorosamente fallendo) e le Banche centrali, per evitare l’esplosione dell’Eurozona. Per questo le Banche centrali di alcuni paesi stanno stampando euro e stanno comprando titoli di Stato nazionali, in totale violazione degli accordi di Maastricht. I giornali italiani tacciono di questo caso, ma diversi esponenti dei governi europei hanno chiesto alla Bce di pubblicare l’accordo con le Banche centrali nazionali rimasto finora segreto: allora vuol dire che c’è un accordo segreto!

Effettivamente qualcosa di strano sta accadendo. Come si vede dal grafico qui sotto, il valore delle banconote in circolazione in questo ultimo anno si è impennato inspiegabilmente. Infatti, non si spiega a cosa serva una tale quantità di nuova moneta, in un momento di crisi come questo, in cui la moneta già presente non circola. Può servire solo a comprare titoli di Stato. Ma così non si aiuta l’economia reale. E chi lo spiega a Draghi, che il suo bazooka è inutile a risolvere la crisi?

 



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COMMENTI
20/12/2015 - Depositi come passivi nei bilanci bancari (Pinna Lorenzo)

Scusate ma per fortuna che i depositi dei risparmiatori sono considerati passivi. Se fossero attivi cioè profitti e fossero tassati invece degli interessi sui risparmi di una vita come si dice oggi li vedremmo tagliati perché considerati guadagni delle banche. Saluti

RISPOSTA:

Gentile Pinna Lorenzo, se io ho 100 e le presto 100, il suo ragionamento avrebbe senso. Ma se io ho 100 e le presto non i miei 100 ma altri 100 che creo dal nulla e quindi li metto al passivo, con questa operazione contabile nascondo i miei 100 che non si sono mai mossi e non sono a rischio, mentre a rischio sono i 100 che ho creato dal nulla. Nino Galloni dice di mettere prima i 100 creati dal nulla tra gli attivi (che diventano 200) e poi trasferire i 100 a chi li ha prestati. Con l'attuale sistema invece a lei danno un interesse misero, però i suoi depositi vengono giocati sui mercati finanziari per ottenere profitti colossali. Tanto il rischio è tutto suo. Come hanno scoperto quelli di Banca Marche e gli altri. (Giovanni Passali)