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FINANZA E POLITICA/ Se Visco protegge Draghi con uno scudo di gomma

Pubblicazione:lunedì 21 dicembre 2015

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco (Infophoto) Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco (Infophoto)

Il Visco-San Sebastiano, nondimento, si è dimostrato poco dosposto a farsi ferire dalle frecce della polemica politica, meno che mai mortalmente. Ciò che è accaduto nelle ultime settimane viene attribuito a un coacervo di cause esterne, per lo piu' banali e scontate: il lungo "maltempo" sui mercati dopo il crollo di Wall Street e la crisi dello spread italiano. Qualche caso di mala gestio in banca, certo: ma quando e dove non è avvenuto? Le difficoltà tecnico-burocratiche della vigilanza su una finanza sempre più complessa; e il solito dualismo con la Consob: ma mai nulla di personale, per carità. Gli aiuti di Stato che altri paesi europei hanno profuso a piene mani nei loro salvataggi bancari mentre all'Italia sono state mozzate tutte le dita? "Beh, la Commissione Ue ha ritenuto che il Fondo interbancario italiano etc etc etc....". Last but not the least: mai parlato di dimissioni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

"Chi ha sbagliato pagherà", ha titolato Repubblica a tutta prima pagina: ma par di capiro che l'intervistato non ritiene di aver sbagliato né di dover pagare alcunché. Al massimo pagherà il presidente della Consob Giuseppe Vegas: da tempo un dead man walking, reo confesso di non venire più consultato da nessuno su nessun dossier di sua competenza. Difficile che paghi il ministro dell'Economia, Piercarlo Padoan (altro mai nominato). Gli ex amministratori di Banca Etruria? Qualche multa "in tempi tecnici". Poi se ne occupi il braccio secolare della magistratura: se vorrà. E i risparmiatori? Dall'intervista di Visco si ha l'impressione che siano stati vittime di una calamità naturale o poco più: meritevoli, forse per questo, di qualche soccorso umanitario da parte del governo.

"Perché i tempi stanno cambiando": è il titolo dell'ultimo libro di Visco che - ça va sans dire - è stato il pretesto ufficiale dell'invito a Chetempochefa. In effetti i tempi stanno cambiando, anche se magari solo un po'. Cinquant'anni fa il governatore Guido Carli ispirava le note "Bancor" estese sull'Espresso da Eugenio Scalfari, fondatore in carica di Repubblica: che tuttora offre protezione totale a Draghi e Visco, "a prescindere". La stessa protezione garantita dal Pd al ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, sedicente figlia di un "padre perbene", ancorché plurisanzionato (ma mai allontanato) dalla Vigilanza nel suo ruolo di vicepresidente di Banca Etruria. Fazio (Antonio) invece fu cacciato per un avviso di garanzia per cattiva vigilanza e poi condannato due volte in Cassazione: ma non ebbe mai diritto di tribuna su Repubblica. E naturalmente i tempi devono ancora cambiare parecchio perché un governatore - prima di andare sui giornali o in tv - si presenti in Parlamento per rispondere democraticamente a tutte le domande su uno scandalo bancario.



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