BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

INCHIESTA/ Dal dopo-Cuccia al caso Etruria: Fazio e Draghi hanno molto da chiarire...

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Mario Draghi, governatore Bankitalia dal 2006 al 2011 (Infophoto)  Mario Draghi, governatore Bankitalia dal 2006 al 2011 (Infophoto)

Non meno rilevante è stato - quasi negli stessi mesi - il crack Parmalat: così simile - nelle conseguenze per i risparmiatori che avevano comprato obbligazioni - al caso di Banca Etruria, che ha riacceso polemiche violente sul ruolo delle banche nel vendere prodotti finanziari e sulll'esercizio della vigilanza sugli intermediari. E' stato il caso Parmalat a innescare un'onda lunga nei rapporti fra banche e vigilanti: anzitutto lo scontro fra Fazio e il Tesoro di Giulio Tremonti (altro "convitato di pietra", virtualmente già convocato a pressocché tutte le sedute dell'ipotetica commissione). Già nel 2001 aveva varato una pesante contro-riforma delle Fondazioni bancarie, poi rovesciata dall'Acri di Giuseppe Guzzetti (altro protagonista probabilmente già al lavoro sui suoi memorandum 2000-2015).

Altri, comunque, potranno o dovranno raccontare la loro versione di quei primi "anni duemila". Lamberto Cardia, il più longevo presidente della Consob. Ma anche Francesco Greco, oggi candidato a procuratore capo di Milano. E' stato lui nell'estate 2005, a intercettare Fazio sulla base di un'ipotesi di reato appena nata (abuso di mercato) e a sequestrare poi il pacchetto di controllo di AntonVeneta alla Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani, per "rivenderlo" d'autorità ad Abn Amro. Lo stesso Guido Rossi, presidente della Consob ai tempi del crack Ambrosiano e poi senatore della Sinistra Indipendente, difficilmente eviterebbe una convocazione: la vendita di Bnl a BnpParibas, strappata per via giudiziaria a Unipol, è avvenuta nel suo studio.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >