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INCHIESTA/ Dal dopo-Cuccia al caso Etruria: Fazio e Draghi hanno molto da chiarire...

Mario Draghi, governatore Bankitalia dal 2006 al 2011 (Infophoto) Mario Draghi, governatore Bankitalia dal 2006 al 2011 (Infophoto)


Quei mesi non meno turbolenti di quelli correnti,  produssero in teoria un modello di super-authority unica sulla finanza, poi accantonata; in pratica una "legge sul risparmio" (che fine ha fatto?...) e soprattutto la chiamata al vertice Bankitalia di Mario Draghi, vicepresidente esecutivo di Goldman Sachs per l'Europa. Una scelta di fatto orientata dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi (che difficilmente potrà testimoniare) e accettata dal premier Silvio Berlusconi e da Tremonti. Inizia nel 2006 il rapporto lungo e complesso fra Draghi e Berlusconi-Tremonti, culminato nella drammatica del 2011: cioé quando comincia la vera "crisi bancaria" italiana: con lo spread a 575 e il primo stress-test Eba (guidata dall'ex funzionario Bankitalia Andrea Enria) che riserva alle banche italiane la prima di una serie di bocciature e ultimatum dall'Europa (gli ultimi quelli sulle risoluzioni di Etruria &C e sulla "bad bank" per ripulire i bilanci dalle sofferenze accumulate dalla recessione).