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SPY FINANZA/ I numeri da incubo degli Usa di Obama

Pubblicazione:lunedì 28 dicembre 2015

Barack Obama (Infophoto) Barack Obama (Infophoto)

E ancora, se pensate che l’America sia il Paese in cui a 16-18 anni si esce di casa e ci si rende indipendenti, scordatevelo, non è più così: il 48,5% degli americani sotto i 25 vive ancora con i parenti, perché incapace di pagare un affitto o accendere un mutuo e, stando a uno studio dello U.S. Census Bureau, il 49% degli americani oggi vive in case che ricevono sovvenzioni mensili dal governo e quasi 47 milioni di americani vive sotto la soglia di povertà. Solo nel 2007, quasi un bambino su 8 negli Usa beneficiava di sussidi alimentari, oggi quel numero è salito a uno su 5 e il grafico a fondo pagina ci mostra l’aumento dell’utilizzo generale di sussidi (adulti e bambini) sotto il governo Bush e sotto quello Obama, mentre stando alla ricerca dal titolo “$2.00 a Day: Living on Almost Nothing in America”, oggi esistono 1,5 milioni di americani ultra-poveri che vivono con meno di 2 dollari al giorno, un numero raddoppiato dal 1996. Ben 46 milioni di americani utilizza le mense per mangiare ogni anno e il numero di bambini senza tetto è salito del 60% negli ultimi sei anni, quelli della famosa ripresa: stando a Poverty Usa, 1,6 milioni di giovani americani hanno dormito in posti di fortuna o in ricoveri per senza tetto lo scorso anno, tanto che la polizia di New York ha scoperto ben 80 accampamenti abusivi per homeless in città. E stiamo parlando della stessa metropoli di Wall Street e di Manhattan, per capirci, non di un città di frontiera dell’Arizona o del New Mexico.

Più della metà degli studenti che frequentano istituti pubblici sono abbastanza svantaggiati a livello di reddito da aver diritto a sussidi per la mensa scolastica e, stando a dati del Census Bureau, il 65% di tutti i bambini americani vive in una casa che riceve qualche forma di aiuto dal governo federale. Di più, l’ultimo studio dell’Unicef certifica che circa un terzo dei bambini Usa vive in una casa dove il reddito è al di sotto del 60% della media nazionale. Non a caso, nella classifica dell’associazione riguardante la povertà infantile nelle nazioni ricche, gli Usa sono al 36mo posto su 41.

E l’occupazione? Il mitico 5% di tasso di disoccupazione che ha fatto gridare al miracolo e alzare i tassi alla Fed? Dipende come si conteggiano i numeri, visto che oggi in America ci sono 7,9 milioni di cittadini in età da lavoro ufficialmente disoccupati e altri 94,4 milioni fuori dalla forza lavoro: insomma, 102,3 milioni di americani sono senza occupazione o campano di lavoretti in nero. Non stupisce, quindi, che in base all’ultimo sondaggio Pew, il 70% degli statunitensi pensi che il debito sia una necessità per le loro vite: anche perché stando a calcoli di John Williams per shadowstats.com, se il governo comunicasse onestamente i numeri e contemplasse quelle voci nel computo, la disoccupazione oggi sarebbe al 22,9% su scala nazionale.

E che dire di Obamacare, ovvero la tanto sbandierata riforma del sistema sanitario Usa, quello che in base ai giudizi di Michael Moore in Sicko, se non hai una carta di credito in tasca di lascia morire lì dove sei? Bene, il presidente aveva promesso che la sua riforma avrebbe portato a un calo dei premi sulle assicurazioni sanitarie fino a 2.500 dollari per famiglia: peccato che, in realtà, dal 2008 a oggi quei premi siano incrementati per un totale di 4.865 dollari.

 


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