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SPY FINANZA/ I numeri da incubo degli Usa di Obama

Pubblicazione:lunedì 28 dicembre 2015

Barack Obama (Infophoto) Barack Obama (Infophoto)

Durante lo zapping che segue le celebrazioni del Natale con i parenti, mi sono imbattuto in una sorta di apologia della ripresa economica statunitense garantita dall’Amministrazione Obama. Non vi dico quale canale l’abbia trasmessa, poco importa: tranne rare eccezioni, il presidente degli Usa è ritenuto una sorta di Re Mida, l’apoteosi del progressismo, un totem non criticabile come lo fu Tony Blair una volta giunto al 10 di Downing Street. Non metto bocca in altri ambiti che non mi competono, ma per quanto riguarda la cosiddetta ripresa economica, sì, ho decisamente qualcosina da dire. Ed eviterò di tediarvi con l’ennesima spiegazione del perché l’azione della Fed abbia letteralmente disintegrato il mercato, drogandolo di stimolo e privandolo di indicatori fondamentali come il fair value o la price discovery. No, metterò in fila dei dati che arrivano da enti federali Usa, quindi non tacciabili di essere partigiani in chiave anti-Obama o, peggio, anti-americana tout court.

Oggi, anno giubilare 2015, negli Usa la gran parte dei cittadini vive, come si dice da quelle parti, paycheck to paycheck, ovvero ciò che introita lo spende per vivere. E non gli basta. Il 62% degli americani ha meno di 1000 dollari sul conto corrente e il 21% non ha proprio un conto in banca. Meno del 10% dei cosiddetti millennials, ovvero chi ha meno di 35 anni, ha almeno 10mila dollari di risparmi, mentre la cosiddetta generation x, quella fino ai 50 anni, è messa poco meglio: solo il 16%. Il 43% dei cittadini americani spende mensilmente più di quanto guadagna e per la prima volta in assoluto la mitica classe media, quella dei Cunningham di Happy Days per capirci, è diventata minoranza della popolazione, quando nel 1971 rappresentava il 61% del totale.

Di più, stando a uno studio del Pew Research Center, il reddito medio di questa fascia sociale è sceso del 4% tra il 2000 e il 2014. Addirittura, lo stesso studio constatava che la ricchezza media per la middle class era calata del 28% tra il 2001 e il 2013! Ancora oggi ci sono 900mila americani appartenenti alla classe media in meno di quando è cominciata la recessione, nonostante nel medesimo lasso di tempo la popolazione sia cresciuta molto: stando a dati della Social Security Administration, il 51% di tutti i lavoratori Usa percepisce meno di 30mila dollari l’anno e per il 20% di americani più poveri, la ricchezza personale media è calata da -905 dollari del 2000 agli attuali -6029 dollari!

Un recente sondaggio a livello nazionale ha svelato che per il 48% di tutti gli americani sotto i 30 anni di età il cosiddetto american dream è morto e la conferma ci arriva da quest’altro dato: dopo aver toccato il picco del 69,2% nel 2004, il tasso di proprietari di casa negli Usa è continuato a calare ogni anno consecutivamente, come ci mostra il grafico a fondo pagina e oggi gli Usa sono 19esimi al mondo per la ricchezza media nei cittadini adulti.

Negli ultimi sei anni, negli Usa hanno chiuso più attività di quanto se ne siano aperte, un qualcosa mai accaduto nella storia del Paese prima del 2008. A oggi, i 20 americani più ricchi del Paese hanno più denaro dei 152 milioni più poveri messi insieme: lo 0,1% più ricco di tutte le famiglie Usa ha più beni del 90% combinato. Di fatto, se abbiamo 10 dollari in tasca abbiamo più net worth del 25% degli americani.

 


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