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SPY FINANZA/ La "minaccia" di Fed e Bce per l'Europa

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La sede della Bce a Francoforte (Infophoto)  La sede della Bce a Francoforte (Infophoto)

Ve lo dico prima, oggi andrò un po' sul teorico, ma mi sembra giunto il momento di fare un po' di chiarezza e di togliere dal tavolo della discussione alcune patetiche scuse, oltre ad ancor più patetiche speranze per il futuro. Da sempre più parti sento avanzare proposte fantasiose come i Certificati di credito fiscale (Ccf) per superare l'attuale crisi dell'eurozona, ovvero di fatto bypassare l'Europa creando una quasi moneta parallela interna. Nelle intenzioni di chi li propone, i Ccf sarebbero un nuovo strumento creato dallo Stato per ridurre il peso fiscale e arriverebbe direttamente e gratuitamente al lavoro e alle aziende senza creare nuovo indebitamento, bypassando le banche. La loro introduzione per decine di miliardi contrasterebbe l'austerità imposta dall'Ue e il blocco del sistema creditizio che, a causa della crisi, non concede più crediti alle famiglie e alle imprese. Il governo, insomma, lancerebbe una moneta complementare (ma non sostitutiva) all'euro con l'obiettivo di uscire dalla trappola della liquidità attraverso uno shock monetario e di creare nuova domanda per fare ripartire l'economia. 

Ora, io capisco che l'emergenza sia seria, ma ve lo vedete Padoan che gestisce un'operazione di helicopter money simile? Per carità di patria, limitiamo il suo ambito di intervento a Banca Etruria, dove se la è cavata egregiamente. Ora, al di là del fatto che l'Europa potrebbe avere da eccepire non poco su una soluzione simile, devo ammettere che il dibattito - finora molto accademico - che questa proposta eterodossa ha suscitato porta con sé un enorme merito: ha mostrato al mondo intero quanto sia pateticamente nudo il Re di Draghi e dell'eurozona. Ma vediamo i perché o almeno cerchiamo di capirne i motivi principali. 

Qual è il motivo, ad esempio, per cui l'attività economica reale dell'eurozona ha offerto una risposta molto limitata ai cambiamenti dei prezzi degli assets e dei rendimenti garantiti dall'operato della Bce? L'alto livello di indebitamento. Presi nel loro complesso, il debito privato, corporate non finanziario e governativo come percentuale del Pil oggi sono molto maggiori di quanto non fossero prima della grande crisi finanziaria del 2008: certo, ci sono stati alcuni scostamenti di stock dal privato al pubblico, ma il grosso del carico generale di indebitamento rimane sorprendentemente alto per un'economia in tempo di pace. 

Il genio della lampada che Ben Bernanke aveva liberato è stato ricacciato dentro a forza dalla realtà: il cosiddetto "effetto benessere" dell'aumento delle quotazioni azionarie, infatti, ha fatto poco o niente per aumentare le spese per consumi privati e tantomeno per le spese per investimento fisso, il cosiddetto CapEx. Certo, la svalutazione esterna dell'euro ha garantito un aumento dei margini di profitto per le industrie legate all'export e alla competizione sull'import e certamente può aver contribuito a un aumento del valore dei titoli legati a quelle aziende e quotati nell'eurozona, ma il suo effetto sui volumi di import ed export è stato decisamente minimo. Di converso, i tassi di interesse molto bassi in Germania hanno fatto aumentare il numero di mutui residenziali e causato un rialzo dei prezzi delle case su scala allarmante in base agli standard teutonici, visto che ha toccato il +6% in parecchi mesi di quest'anno. 



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COMMENTI
29/12/2015 - Credito alternativo (Renato Mazzieri)

È inutile attendersi soluzioni da stati e banche che rappresentano la minoranza più ricca della popolazione. L'unica possibilità è un sistema di credito alternativo per dare denaro senza interessi a chi ne ha bisogno per vivere e/o per lavorare. È possibile con EkaBank.