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SVENDITA ITALIA/ Quei "saldi" che premiano (solo) la grande finanza

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Quello fu un annuncio “funesto”, che diede il via alle privatizzazioni all’italiana, cominciando con la liquidazione del terzo grande ente di Stato, l’Efim, e due sanguinose finanziarie, con le mani dello Stato non in tasca, ma direttamente sul conto corrente degli italiani. Il famoso “dottor sottile”, senza più Craxi nell’ufficio accanto, si mosse come un “elefante in un negozio di maioliche” e fu preso “a sberle” dal celebre Financial Times, nonché costretto più tardi a una patetica autocritica.

Ancora adesso, dopo tanto tempo, ci vedi tutta la fretta, la convulsione impolitica, l’incapacità di muoversi cercando di non far vedere che privatizzi perché hai una stretta necessità di fare cassa. Altrimenti finisci per svendere, non per valorizzare con una vendita oculata quello che hai in casa. Questo documento del Def per il 2016 non poteva essere meditato più accortamente?

Noi saremo probabilmente dei “pessimisti” cronici o dei “gufi”. Ma vorremmo ricordare che quell’annuncio di Giuliano Amato del 18 luglio 1992 non avviò con le privatizzazioni un risanamento dei guai italiani. La realtà attuale è sotto gli occhi di tutti, certamente aggravata dalla grande crisi finanziaria del 2007. Ma in tutti i casi, le privatizzazioni che dovevano essere la carta del “riscatto italiano” hanno portato poco nelle casse dello Stato; hanno causato un crollo di presenza in alcuni settori produttivi strategici dell’Italia; hanno messo in scena il romanzo Telecom, che oggi è finito in mani francesi dopo “l’intemerata” dalemiana dei “capitani coraggiosi”; hanno arricchito soprattutto le banche d’affari anglosassoni che hanno curato “meticolosamente” svendita e collocazioni delle nostre aziende statali, in cambio di parcelle onerose per le loro commissioni.

Non vorremmo che il “superveloce” Matteo Renzi ricadesse nell’errore del “fare presto per fare cassa” e soprattutto si avventurasse in numeri e obiettivi da raggiungere che poi restano una chimera. Con altre privatizzazioni mal congegnate si potrebbe dire, quasi banalmente, che se è stato umano sbagliare la prima volta, è diabolico perseverare adesso, proprio quando c’è carenza di investimenti pubblici e la permanente situazione da anti-ciclo dell’economia richiederebbe uno Stato innovatore e magari anche parzialmente, per qualche periodo, imprenditore.

È’ vero che il neoliberismo ha vinto su tutta la linea, ma visti i risultati complessivi e le condizioni in cui vivono milioni di persone, potrebbe essere utile ascoltare anche qualche consiglio di economisti che negli ultimi anni sono diventati eretici, ma che in fondo sono sempre stati dei liberali con moderazione e raziocinio.

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COMMENTI
29/12/2015 - Con Renzi svendita sicura (Carlo Cerofolini)

Con Renzi - come anche il crac delle banche ben insegna - la svendita è assicurata. Attenzione inoltre ai conti correnti e ad una prossima patrimoniale!

 
29/12/2015 - art di prima (ciro pica)

uber con il surge pricing...ndr

 
29/12/2015 - articolo (ciro pica)

è cosi dai tempi di prodi e quello che hanno fatto con la liberalizzazione del commercio regalando a grandi gruppi alcuni prevalentemente finanziari il commercio ha devastato quella che rappresentava una unicità strutturalmente positiva dell'occidente, la classe media. questo con la straordinaria complicità della stampae degli esperti economisti. questa riflessione è da mettere insieme a quellamdi Vittadini sul capitalismo cattolico vs quello anglicano. tutto ciò nulla a che vedere con il lamento dei tassisti per expo, tra l'altro giustificato poiché ci hanno stressato per un organizzazione fuori misura per poi restare poco meno che fermi fino a settembre,dove a causa della coincidenza di grandi fiere è arrivato il di più di lavoro. stesso per i ristoratori, expo serviva a milano, milano è servita a expo...ai posteri ardua sentenza. credo che molto del contraddizioni emerse sia stato dovuto al cambio di cavaliere, la moratti motivata in cmbio di un pisapia che aveva fatto del no expo un vessillo. certo moratti mollata dai poteri della citta per avere mano libera anche su expo. non a casa lentariffe degli alberghi dal primo magfio le abbiamo viste almeno triplicare, quelle dei taxi sono sempre le stesse. ma sarete contenti quando ci sarà uber che scriverete articoli retorici ma inutili. senza farne una colpa è solo la condizione umana. desidero il bene che voglio faccio il male che non voglio e di tanto in tanto, la grazia di Dio ci dona la coerenza.ciro pica