BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

BES 2015/ I numeri di un'Italia in "prognosi riservata"

InfophotoInfophoto

Nonostante alcuni segnali positivi, permane anche un altro tipo di divario: quello di genere nella partecipazione al mercato del lavoro. Pur continuando a ridursi, infatti, resta tra i più alti d'Europa e, per colmarlo, dovrebbero lavorare almeno 3 milioni e mezzo di donne in più di quante attualmente occupate. A destare particolare preoccupazione è la situazione dei giovani italiani. È vero che la quota di Neet (i giovani che non studiano e non lavorano), dopo anni di crescita, si mantiene stabile rispetto all'anno precedente, ma nel rapporto appena presentato emerge un altro dato da tenere sotto controllo: la riduzione del tasso di immatricolazione dei diplomati nel 2014/2015 (-0,5%) che potrebbe far pensare all'inizio di un progressivo allontanamento dall'Università. Così come appare non trascurabile la forte esclusione dei giovani dal mercato del lavoro a fronte della continua crescita del tasso di occupazione degli ultracinquantenni. Insomma, un altro dei divari che regala all'Italia un primato, in negativo, in Europa. 

Ulteriore segnale dei giovani da tenere sotto controllo è il significativo calo rispetto alla partecipazione politica (parlare, informarsi, partecipare on line). Nonostante tutto, però, sono gli stessi giovani a confermarsi il segmento del Paese più ottimista rispetto al futuro. "Ma come può accadere questo?", verrebbe da chiedersi. Forse perché loro hanno capito, prima e meglio di tutti gli altri, che la felicità è un percorso e non una destinazione.

© Riproduzione Riservata.