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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Così il Giappone ha fatto "flop"

Shinzo Abe (Infophoto)Shinzo Abe (Infophoto)

Certo, il calo della produzione industriale in novembre sembra offrire la scusa perfetta per giustificare il "no" degli imprenditori, ma stiamo parlando del primo calo da tre mesi e, comunque, in parte atteso, visto che gli analisti prevedevano un -0,6% e invece il dato reale è stato del -1%. Insomma, c'è crescente profittabilità nel ciclo industriale e questo aprirebbe spazi per un minimo di aumento salariale, ma la sfiducia nel governo ormai è tanta, troppa: finora la politica economica si è rivelata un fallimento e nessuno si azzarda a compiere mosse ritenute troppo ardite. «Potrebbero esserci aspettative di un miglioramento della produzione industriale già all'inizio del nuovo anno, ma c'è molta incertezza riguardo l'affidabilità di queste previsioni», ha dichiarato Yoshiki Shinke, capo economista alla Dai-ichi Life Research Institute. Inoltre, per Genzo Kimura, economista alla Sumi Trust, alzare i salari non è un concetto molto diffuso nella mentalità corporate giapponese, visto che sono ancora vivi i fantasmi della lost decade: «Gli amministratori delegati nipponici sono molto cauti nell'alzare i salari, soprattutto quelli base e preferiscono ancora aumentare i bonus e gli incentivi. Seguendo questo schema aziendale, avremmo una condizione in base alla quale anche se in aprile e maggio si raggiungesse un accordo durante le trattative per il contratto, la gente si renderebbe conto del maggiore potere d'acquisto che ha soltanto in giugno o dicembre, ovvero nei mesi in cui sono tradizionalmente pagati i bonus in Giappone. Capisce intuitivamente che questo non aiuterebbe affatto l'economia attraverso maggiori consumi. Inoltre, vista l'incertezza della situazione economica interna e internazionale, penso che quei soldi in più non verrebbero comunque spesi ma risparmiati. I giapponesi sono così, amano risparmiare, sono molto formiche».

Insomma, Abe metta definitivamente da parte la speranza che siano gli industriali a togliergli le castagne dal fuoco. Resta la speranza avanzata lunedì dalla Bank of Japan, ovvero il fatto che le Olimpiadi estive attese a Tokyo per il 2020 possano garantire 30 triliardi di yen (167 miliardi di dollari) all'economia nipponica, ovvero un aumento del Pil dello 0,2-0,3% annuale per ogni anno dal 2014 al 2020. È poca cosa, ma in tempi di vacche magre, ci si attacca a tutto. 

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COMMENTI
30/12/2015 - commento (francesco taddei)

l'unico capitalismo naturale è quello della scuola austriaca. lasciate stare i neokeynesiani di sinistra. che non conoscono Keynes e lo distorcono per farsi belli agli occhi della folla statalista.