BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPILLO/ Se Draghi prova a riprendersi la politica creditizia

Il capo della vigilanza Bce, Danièle Nouy (Immagine dal web) Il capo della vigilanza Bce, Danièle Nouy (Immagine dal web)

Porre il tema della "coerenza" fra gestione dell'euro e controllo sulle banche dell'euro - entrambe sotto la responsabilità istituzionale di Draghi, dell'esecutivo e del "consiglione" dei 19 governatori dei paesi-membri dell'eurozona - significa misurare i rapporti di forza all'interno dell'Europa di oggi: significa - da parte di Draghi - lanciare una sfida calcolata alla "non unanimità" con cui anche ieri si è chiuso il consiglio. Che ha naturalmente deluso i mercati. così come la Fed di Janet Yellen li tiene da mesi sulla corda sul versante opposto: quello di un rialzo dei tassi del dollaro, che non arriva mai. Ma la favola della banca centrale "pilota automatico" dell'economia sembra fuori stagione, a Washington come a Francoforte.

La lunga campagna presidenziale Usa sta per ora avendo la meglio sulle attese razionali di gestori, broker e analisti sul rialzo dei tassi; ma in fondo è proprio una certa Wall Street a mostrarsi preoccupata della continuità democrat fra Barack Obama (che ha nominato la Yellen) e Hilllary Clinton. A Francoforte, invece, a premere politicamente contro le ragioni tecnico-economiche della Bce sono i due pilastri politici dell'Ue. Da una parte c'è la Germania merkeliana appannata dopo l'estate greca, il caso Volkswagen, la crisi dei migranti, l'escalation geopolitica. Dall'altra parte del Reno c'è la Francia di Hollande, schiacciata dal terrorismo islamico ma anche della crescita interna di lungo periodo del lepenismo.

È con queste due forze che il capo della Bce, passaporto italiano e fede globalista, deve misurarsi: con Berlino, mai favorevole all'easy money; e con Parigi che ritiene la guida della vigilanza Bce una sorta di co-presidenza con larga autonomia (anche di impostare una propria politica bancaria, cioè una para-politica monetaria). Non sorprende che, ieri, Draghi abbia provato a riprendersi un po' di politica creditizia dell'eurozona. Ha frustato le banche. Ma non solo.

© Riproduzione Riservata.