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SOCIAL LENDING/ La nuova minaccia via Internet "spaventa" le banche

Pubblicazione:sabato 5 dicembre 2015

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Ci sono in questo momento in Europa 6,4 miliardi di euro che circolano nelle tasche di centomila cittadini sotto forma di prestiti di "finanza alternativa", ottenuti cioè attraverso la formula del "social lending", o meglio del "peer to peer", scambi di denaro tra privati che prestano e privati che prendono in prestito, attraverso Piattaforme internet. E stanno crescendo esponenzialmente. Si tratta di un fenomeno che potrà presto cambiare il volto al mondo del credito "al dettaglio": lo fanno pensare i dati della Worldbank, incrociati con vari altri, che ha presentato qualche giorno fa a Milano Maurizio Sella - omonimo e lontano parente del banchiere biellese, fondatore e leader dell'unica piattaforma di social lending italiana, Smartika - in un convegno organizzato con la collaborazione della Sda Bocconi.

Il grosso di questa grandissima banca-ombra vive, per ora, in Gran Bretagna, una "massa" di 5,3 miliardi di euro. Si compone di puri prestiti personali "peer-to-peer", ma anche di prestiti aziendali, su anticipo fatture o su crowdfunding, cioè "collette" on-line. Comincia a essere vivace anche in Germania, questo mercato, e sta crescendo bene (232 milioni) anche in Francia. In Italia c'è poco: 21,4 milioni di euro. Ma il bacino in cui potenzialmente pesca questo mercato e che attualmente è presidiato - si fa per dire - dalle banche tradizionali, è considerato dagli esperti quello del "credito al consumo", cioè gli acquisti rateali, che ammontano alla bellezza di 46 miliardi di euro nel nostro Paese, e rappresentano già oggi un ambito di prestiti percepito, da chi prende i soldi, come "poco bancario" e quindi facilmente "trasferibile" fuori dalle banche. 

Già: ma in che modo? In un modo assolutamente semplice, anche se per diventare un fenomeno di massa è necessario che i tantissimi utilizzatori potenziali superino la diffidenza del prestare o prendere soldi in prestito al di fuori della filiale bancaria.

Chi ha voglia di investire i suoi soldi in quest'attività lo fa perché oggi può ricavare un 5-6% netto, che nessun titolo di Stato "regala" più. Si va sul sito di intermediazione e si dice quanto si vuole investire e che interesse si desidera prendere. Nel frattempo, tanti altri soggetti avranno inserito nella piattaforma la richiesta opposta, cioè l'incasso di un finanziamento di un determinato importo, durata e costo. Il ruolo della piattaforma è quello di incrociare domanda e offerta facendo sì che però ciascuna offerta di denaro venga utilizzata per soddisfare, poniamo, almeno 50 richiedenti, secondo l'obiettivo di rischio/rendimento di ciascun prestatore. In tal modo, il rischio che il prestito non venga restituito è frazionato e molto ridotto, e per di più Smartika sta preparando un fondo di garanzia che verrà alimentato con una piccola quota del denaro richiesto sulla piattaforma. 


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