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SPY BANCHE/ Se Renzi usa il fisco per salvare il cerchio magico e combattere Grillo

Pubblicazione:sabato 5 dicembre 2015 - Ultimo aggiornamento:sabato 5 dicembre 2015, 20.15

Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan (Infophoto) Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Gli obbligazionisti Etruria come i dipendenti Ilva di Taranto? Come il 40% di giovani disoccupati? Come il 40% di pensionati che vive con meno di mille euro al mese? Il caso Cirio - capostipite di una lunga serie - nacque nella periferica Procura di Monza, dove due ricchissimi pensionati avevano sporto denuncia per aver perduto centinaia di milioni di vecchie lire: di capitali, non di "piccoli risparmi". Volevano recuperare i loro quattrini, certo. Si ritenevano truffati e in buona parte lo erano per davvero: soprattutto dalle banche che quei bond avevano venduto loro per liberarsi di loro crediti verso un gruppo pericolante (neppure quegli obbligazionisti, tuttavia, erano "vecchiette" o Alice nel Paese delle meraviglie: erano stati attratti dai tassi alti perché rischiosi, "argentini", "voglio anch'io il doppio dei Bot, me l'ha detto mio cugino").

Ne vennero comunque fuori campagne di stampa, molta politica: perfino una nuova "legge sul risparmio" battezzata da Mario Draghi, chiamato a pilotare la Banca d'Italia "nel mercato". Infatti, in quella Seconda Repubblica "di mercato", con tutte le sue contraddizioni, a nessuno poteva venire in mente di pubblicizzare le perdite subite da privati cittadini sui mercati finanziari: simbolo per antonomasia di una nuova era, i cui ideologi e mentori erano soprattutto nel centrosinistra. Un'era caratterizzata in Italia proprio dalla privatizzazione del sistema bancario. Basta "Casse di risparmio", basta confusione fra servizio pubblico (a parte al massimo il risparmio postale) e la finanza di  mercato. Non a caso fra chi ha perso tutto o quasi con le quattro risoluzioni ci sono sei Fondazioni bancarie: le quali, salvo altri colpi di scena, non saranno risarcite delle loro azioni andate in fumo e sono anzi sul banco degli imputati per come hanno vigilato sulla gestione delle quattro banche fallite. E cosa dovrebbero dire gli azionisti della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, che hanno perso quasi-tutto e saranno perfino chiamati a ricapitalizzare a breve le loro banche per non vederle "risolte"? Certo, il Veneto è regione governata dalla Lega e Treviso è la città del governatore Luca Zaia.

Forse gli obbligazionisti "subordinati" dell'Etruria, nel 2015, non sapevano che la natura ibrida dei loro titoli li portava a sconfinare sul terreno degli azionisti, di chi ha rischio pieno nell'investimento in titoli di un'azienda? Basta cliccare gratis wikipedia. Non sapevano che - nell'epoca dei tassi negativi - le remunerazioni elevate sui loro titoli erano a fronte di un rischio corrispondente? Ma le decisioni di Bce o Fed aprono i tg della sera. "Mi sono fidato del funzionario allo sportello". Bene: l'obbligazionista tradito denunci il funzionario e la banca, come i ricchi pensionati di Cirio. Si appelli o denunci la Consob, che vigila sull'informazione trasparente sul mercato del risparmio. S'arrabbi con tutti i rigorismi europei, dall'Ue alla Bce. Ma è probabile, per cominciare,  che il funzionario porti a suo discarico le centinaia di pagine fatte puntualmente firmare in ottemperanza all'ormai proverbiale direttiva Mifid 2. "C'era scritto qui, al comma 22". 


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