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SPY BANCHE/ Le mosse di Guzzetti e Mediobanca nel nuovo risiko

Pubblicazione:martedì 8 dicembre 2015

Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo (Infophoto) Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo (Infophoto)

Chi comprerà CariFerrara, Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti? Chi salverà Popolare di Vicenza e Veneto Banca? Chi entrerà nel capitale della nuova capogruppo del Credito cooperativo? Chi - soprattutto - metterà in sicurezza Montepaschi? Le brusche "risoluzioni" di due settimane fa hanno riacceso i riflettori su un risiko bancario che - a fine 2015 - si prevedeva già entrato nel vivo: a valle della riforma-blitz delle Popolari di gennaio. Ora, in ogni caso, la vetrina è ogni giorno più piena e la grande asta - o se preferite "i grandi saldi" o secondo alcuni perfino "il grande gioco del cerino acceso" - è in agenda nell'arco di settimane.

Il nuovo presidente unico Roberto Nicastro, designato dal neonato Fondo italiano di risoluzione, dice che le quattro good banks ripartite lunedì 23 novembre sono di fatto già in offerta. Veneto Banca affronta fra dieci giorni l'assemblea-svolta per la Spa e ha già tolto il dente doloroso della svalutazione dell'azione in vista dell'aumento di capitale da un miliardo. Popolare di Vicenza la seguirà a ruota, un paio di mesi in più là. Attorno, si fanno intanto meno di routine segnali pubblici e rumor informali sugli avvicinamenti fra Popolari (anche la recente scomparsa del presidente-patriarca Piero Melazzini ha messo definitivamente in gioco la Popolare di Sondrio come player tutt'altro che marginale).

Due notizie degli ultimi giorni, tuttavia, meritano un'attenzione di peso specifico: la decisione della Fondazione Cariplo di aderire all'aumento di capitale della Cassa di risparmio di Bolzano e il passaggio della rete Barclays Italia a CheBanca!, il braccio di Mediobanca nel retail.

La maggiore Fondazione italiana, pilotata da Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri, sottoscriverà una quota da 20 milioni nella ricapitalizzazione della Cassa di risparmio di Bolzano. La Sparkasse è tuttora controllata al 66% dalla Fondazione omonima, mentre il capitale restante è suddiviso fra 24mila soci privati, per la prevalenza in Alto Adige. Un'operazione da 270 miliardi si è resa necessaria dopo alcuni bilanci difficili (l'ultimo in rosso per 231 milioni). Gli sviluppi a Bolzano spiccano su più di un versante.

Il primo è il via libera delle autorità al reinvestimento di patrimonio Fondazione (180 milioni) per mantenere la larga maggioranza nella banca storica cosiddetta "conferitaria". Certo la condizione istituzionale dell'Alto Adige-Sudtirol è particolare: sta avendo voce in capitolo anche nel riassetto del Credito coopertivo (le Raiffeisen avranno uno status speciale nel nuovo gruppo nazionale in cantiere fra le Bcc). Tuttavia la recente autoriforma delle Fondazioni - sottoscritta presso il Tesoro lo scorso aprile - confermava la moral suasion generale allo sganciamento delle Fondazioni dalle banche, con nuovi paletti all'impiego del patrimonio. Ora a Bolzano la Fondazione locale rinvia questo allineamento e la Cariplo la sostiene: con un investimento diretto, comunque in una superstite Cassa di risparmio associata all'Acri. E il Tesoro, salvo teorici colpi di scena, non si sta opponendo. Il segnale promette di trasformarsi facilmente in un precedente, e non da poco.


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