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SPILLO/ Mance a casaccio ai risparmiatori? L'Italia ha bisogno di politica creditizia

Ignazio Visco, governatore di Bankitalia (Infophoto) Ignazio Visco, governatore di Bankitalia (Infophoto)

Il tema vero - la "luna" rispetto al "dito" del fondo salva-risparmiatori - rimane comunque il presente e il futuro del sistema bancario italiano. Che in questo momento ha una fame terribile di patrimoni, di solidità, di fiducia. Dare una manciata di quattrini a casaccio - con procedure dubbie e fra sospetti di secondi fini - a pochi ex investitori di alcune banche dissestate non costruisce neppure un grammo di "politica creditizia", mirata a veri obiettivi di pubblico interesse. Tutte le autorità - Parlamento, Governo, Bankitalia e Consob e quando fosse necessario anche la magistratura - dovrebbero agire in direzione del riordino strutturale, della ripulitura e del rafforzamento del sistema: a maggior ragione quando proprio le "esemplari" risoluzioni imposte da Ue e Bce all'Italia hanno confermato quanto sia duramente competitivo lo scacchiere bancario e soprattutto quello dei regulator europei.

Un recupero di decisione e credibilità del governo italiano a Bruxelles può valere infinitamente di più di 100 o 300 milioni a piè di lista nella Legge di stabilità 2016. Una Banca d'Italia che rispolverasse in fretta capacità e prassi di indirizzare il rfiassetto creditizia - uno stile di vigilanza forte ancora pochi anni fa - contribuirebbe a far dimenticare rapidamente le quattro risoluzioni e soprattutto a evitarne di nuove.

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