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SPY FINANZA/ Dagli Usa un nuovo rischio per i mercati

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Janet Yellen (Infophoto)  Janet Yellen (Infophoto)

Ed ecco la quarta è ultima variabile, casualmente nata da un report di Deutsche Bank rispetto al rialzo dei tassi negli Usa, ormai previsto da tutti per il 16 dicembre prossimo. Il primo grafico a fondo pagina, ci mostra come dopo la recente revisione del Flow of Funds da parte della Fed, la ratio debito totale/Pil degli Usa sia salita dal 330% al 350%. Quale sarebbe il "tasso di interesse di equilibrio" in questa dinamica? Per Deutsche Bank, con una crescita nominale del 3% e una ratio debito/Pil del 300%, il tasso nominale implicito di equilibrio sarebbe dell'1%, perché con questo tasso, serve il 100% di crescita del Pil per i costi degli interessi sul debito. 

La tabella a fondo pagina, ci dice altro, però. Ovvero che con la ratio debito totale/Pil al 350% e con la crescita a circa il 2% ma in discesa, ovvero nella reale situazione attuale degli Usa, il tasso di interesse di equilibrio sarebbe a circa 0,57%. Il che significa che servirebbero due aumenti di un quarto di punto, nel breve tempo: per arrivare a cosa, però? Al Qe4, perché il sistema non reggerebbe una distorsione simile. E a confermarlo non è solo la discrepanza tra corsi azionari, rendimenti obbligazionari e dati macro Usa da recessione in molti settori, ma anche gli spread sugli swap valutari, come ha fatto notare la Banca per i regolamenti internazionali (Bri) nel suo ultimo report, pubblicato lo scorso weekend. 

Sembra complicato, ma ve lo rendo immediato e intuitivo: a quanto ammonterebbe la carenza di dollari sul mercato in caso di rialzo dei tassi della Fed? Bene, sono appunto quegli spread sugli swap valutari a darci un'indicazione. Prendiamo il cross dollaro/yen e vediamo che il premio del biglietto verde sui mercati swap monetari si è ampliato sostanzialmente, soprattutto nel confronto diretto con la valuta giapponese, questo dopo che le possibilità di un rialzo dei tassi tra pochi giorni hanno visto salire il consensus al 70%. Bene, alla fine di novembre lo spread su basi swap tra yen e dollaro era -90 punti base, di fatto riflettendo una criticità enorme: i più di 300 miliardi di gap di finanziamento delle banche giapponesi in divisa statunitense. Per la Bri, nonostante il finanziamento continui a essere disponibile, una base negativa così ampia nello swap indica potenziali distorsioni di mercato e questo porta appunto a porre domande su quali potranno essere le condizioni del finanziamento in dollari in caso di un aumento dei tassi onshore Usa. 

Insomma, per parlare come mangiamo, tra una settimana la Fed se alzerà i tassi, rivelerà al mondo quale sia la reale entità della scarsezza di finanziamento in dollari. L'ultimo grafico è proprio della Bri ed è relativo al 2009, quando la Banca centrale delle banche centrali scrisse che «se tutte le liabilities verso istituzioni non bancarie vengono trattate come finanziamento a breve termine, la stima sale sulla parte alte del bound e vede la scarsità di dollari sul mercato arrivare fino a 6,5 triliardi di dollari». Uno scenario un po' diverso dall'offsetting che Fed e Bce stanno disegnando e di cui vi ho parlato prima, non pensate? Tanto più che il debito finanziato in dollari a livello globale è salito drammaticamente negli ultimi cinque anni, quindi quel gap sarebbe sicuramente molto ma molto più grande. 

A cosa stiamo andando potenzialmente incontro? Alla più grande margin call globale sul dollaro di tutti i tempi, nulla in confronto a quella scatenata dal crollo Lehman Brothers che portò proprio la Fed a lanciare un salvataggio globale aprendo linee di swap illimitate verso tutte le Banche centrali che avessero una scarsità di dollari. Questo è l'azzardo implicito: la Fed alzerà davvero i tassi solo per dimostrare al mondo che la sua economia è sana, salvo rischiare di dover riaprire al volo linee di credito come se piovesse per evitare un altro 2008 al quadrato? Forse sì, perché è il modo migliore di poter operare il Qe4 e andare avanti a colpi di doping monetario. A quel punto, però, il Rubicone sarà varcato. Una volta per tutte. 

 

 

 



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