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SPY FINANZA/ Usa, in "gran segreto" la Fed torna a comprare titoli

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Janet Yellen (Infophoto)  Janet Yellen (Infophoto)

La sanità dà lavoro a 14,9 milioni di americani, su dell'11% negli ultimi sei anni, mentre bar, ristoranti e altri servizi per la ristorazione impiegano 10,8 milioni di persone, +14,6% negli ultimi sei anni. Inoltre, le agenzie per l'aiuto temporaneo hanno visto salire il tasso di occupati del 52,5% durante l'Amministrazione Obama, poco sotto i 3 milioni. Più o meno nel medesimo lasso di tempo, però, il debito totale dell'economia reale è salito di 16 punti percentuali negli Usa, al 233% del Pil nonostante il debito Usa sia considerato bene rifugio e con rating AAA, mentre il debito privato è calato del 18% e quello corporate del 2%: insomma, la crescita del debito pubblico dal 2007 a oggi ha ampiamente annullato gli effetti benefici del calo nel settore privato, stando a dati McKinsey. E sappiamo tutti a cosa fa riferimento quell'aumento del debito, ovvero proprio alle politiche per cercare di far ripartire l'economia: un po' dura però con oltre il 60% di nuovi posti di lavoro creati in settori non di alto profilo, visto che quegli impieghi low level potrebbero a breve far i conti con una nuova recessione ciclica. 

E ancora, tanto per dimostrare quanta sia la preoccupazione della Fed rispetto a queste tematiche: il numero di giovani uomini e donne che vivono ancora con i genitori lo scorso anno è salito a un livello record, a causa sia del mercato immobiliare al rialzo a livello di dinamiche dei prezzi, sia a causa dei debiti scolastici, il nuovo bubbone pronto ad esplodere in stile subprime. Nel 2014, i ragazzi tra i 25 e 34 anni costretti a vivere con i genitori è salito al 17,7%, mentre per le donne pari età dell'11,7%, i massimi di sempre per entrambi i sessi. E quelle dinamiche di prezzo per il mercato immobiliare ci confermano anche altro, ovvero che l'America non solo è già oggi in deflazione ma che, come dimostra questo il grafico a fondo pagina, utilizzando la metodologia europea di calcolo, l'indice dei prezzi core Usa non solo è peggiore di quello Ue, ma è di fatto negativo. L'indice Cpi statunitense infatti è basato sugli affitti (7% del totale Cpi) e sull'equivalente dell'affitto per il proprietario occupante (il cosiddetto Oer, che copre ben il 24% del Cpi), un qualcosa di completamente artefatto visto che chi è proprietario e vive nella sua casa non paga nulla per farlo, ma che viene giustificato col fatto che questa misura si intende come affitto implicito, ovvero ciò cui si va incontro vivendo nella propria casa invece che affittandola, quasi una sorta di lucro cessante per dirla con il diritto privato. 

E visto che l'inflazione per questa componente sarà probabilmente in rallentamento anche quest'anno, ecco che si svela la sottostante minaccia deflattiva: comunque la si voglia vedere, infatti, l'Oer non è parte del calcolo sui prezzi nell'eurozona e se si vuole comparare i due indici, Ue e Usa, in maniera like-to-like questo va eliminato: il risultato è che, anno su anno, l'inflazione Cpi statunitense è la stessa dell'eurozona, ma se guardiamo il cambiamento a 6 mesi nell'inflazione core Usa (sempre usando i metodi di calcolo europei e quindi escludendo l'Oer) questa è già in negativo, a differenza delle serie nell'eurozona. Insomma, chi ha il problema deflattivo peggiore? Stati Uniti o Europa? Vi siete risposti da soli e vi ha, di fatto, risposto la Fed con la sua silenziosa scelta di riattivare ancora un po' la stamperia tra dicembre e gennaio. 

D'altronde, non c'è da stupirsi, io nel mio piccolo ve lo dico da mesi che la vulgata degli Usa in ripresa era soltanto una bufala a uso e consumo dei mercati, i quali hanno bisogno di di certezze, ma anche di bugie per sostenere rally creati sul denaro a costo zero e di fatto insostenibili dalle sottostanti dinamiche macro. Ma questa non è una novità, è una questione che era messa in conto da tempo: «Se i tassi di interesse andranno in negativo, il Bureau of Engravind and Printing del Tesoro Usa sarà con ogni probabilità chiamato a stampare molta altra moneta, visto che cittadini e piccole imprese sostituiranno il cash per almeno alcuni dei loro bilanci bancari». 

 


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