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FINANZA/ Forte: Grecia e Ucraina, ecco cosa rischia l'Italia

Pubblicazione:mercoledì 11 febbraio 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

L’operazione sulle banche popolari ha chiaramente sollecitato delle azioni speculative, e nello stesso tempo sta generando un clima torbido di fusioni e incroci azionari. Questo modo di gestire l’economia di mercato non è certo conforme a un sistema basato sulla concorrenza. Il governo italiano sta in qualche modo imitando quanto compiuto dagli esecutivi greci prima della crisi. Poiché è sotto gli occhi di tutti come è finita male la Grecia a causa di questi errori, nessuno potrà dire di non sapere quali saranno le conseguenze degli errori tipo Grecia che sta facendo il governo Renzi.

 

Quali saranno invece gli effetti della crisi ucraina?

Ritengo molto ragionevole la posizione di Merkel e Hollande, i quali stanno cercando di evitare una guerra che non avrebbe alcun senso. La Russia ha un problema locale di tipo etnico e si trova a fronteggiare un eccesso di espansione nei suoi riguardi. La soluzione non sta nelle sanzioni, perché il commercio genera un’alternativa alla guerra. Tantopiù che le imprese più danneggiate da queste sanzioni sono proprio quelle italiane, non certo quelle americane.

 

Secondo lei, che cosa si dovrebbe fare?

Occidente e Russia dovrebbero fare un fronte comune rispetto alla cultura del mondo islamico, e non possiamo quindi permetterci di fare la guerra contro Mosca. Putin va sollecitato nell’ottica di una “Pax Christiana” affinché l’Europa serva come baluardo contro l’efferatezza della degenerazione dell’Islam e di una politica basata su una religione crudele.

 

(Pietro Vernizzi)



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