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SPY FINANZA/ La "tempesta perfetta" che arriva da Oriente

Pubblicazione:mercoledì 11 febbraio 2015

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E non pensiate che questo sia un problema isolato, errore che molti fecero anche nel giudicare la questione subprime negli Usa, per il semplice fatto che grandi banche internazionali come Hsbc e Standard Chartered dal 2008 hanno aumento rapidamente e di molto le loro operazioni di prestito in Asia. E come sapete, fare prestiti è facile, riavere i soldi indietro in una situazione di crisi un po' più difficile: se quei prestiti diventano bad loans, ovvero inesigibili, quelle sofferenze vanno infatti scontate a bilancio dalla banca sul suo mercato di riferimento, nel caso delle due poco fa citate, il Regno Unito. Quindi, in linea teorica, il contagio può diffondersi rapidamente dal mercato immobiliare cinese a banche occidentali sottocapitalizzate e che non hanno mai messo piede in Asia, ma che scontano le criticità sistemiche innescate dalle loro colleghe più grandi ed esposte a livello internazionale. 

Per questo, infatti, le banche britanniche prendono in prestito miliardi di dollari in finanziamento a breve termine tra di loro, ma questo implica anche il rischio di contagio da parte del mercato real estate cinese. E in effetti il Libor, la cartina di tornasole rispetto alla volontà delle banche inglesi di prestarsi soldi a vicenda, sta salendo in maniera costante da nove mesi a questa parte: ovviamente, una parte di questo processo è salutare, poiché riporta a livelli di normalità la prezzatura del rischio dopo oltre sei anni di stimolo monetario eccezionale, ma quando il meccanismo di trasmissione del credito comincia a risentire in questo modo, la lettura che ne si può dare è anche contraria, ciò che dopo sei anni di risk-free e credito a costo zero le banche commerciali sono troppo dipendenti da quelle centrali per garantire che il sistema del credito riesca a reggere scossoni. 

Come vi dico da tempo, la lezione di questa crisi non ci ha in realtà insegnato niente: nata a causa di debito a basso costo, rischio quasi inesistente e salvataggi sempre pronti, ciò che abbiamo saputo costruire è un sistema ancora più dipendente e basato su debito ulteriormente a basso costo, concetto di rischio annullato e mano statale sempre pronta a intervenire. Come vi dicevo pochi giorni fa, l'ultimo studio della McKinsey&Co. è impietoso nel tratteggiare cosa sia accaduto nel mondo dalla crisi finanziaria a oggi, con il debito globale salito di 57 triliardi quasi a quota 200, il tutto garantito proprio da quei programmi che avrebbero dovuto rimettere in carreggiata l'economia e che invece l'hanno completamente devastata nei fondamentali macro: la Cina ha lanciato un pacchetto di stimolo da 4 triliardi di yuan (circa 400 miliardi di dollari), la Fed ha dato vita a tre round di Qe in grado di aumentare le sue detenzioni di assets di 3,7 triliardi di dollari, la Bank of England ha speso 375 miliardi di sterline, mentre il Giappone ha aumentato a 80 triliardi di yen (circa 470 miliardi di dollari) all'anno il suo volume di acquisti rispetto alla previsione di 60-70 triliardi. Ora, poi, è il turno della Bce con i suoi 1,1 triliardi di euro, senza contare i piani di salvataggio (con oneri condivisi) e il programma Smp di acquisto obbligazionario al culmine della crisi. 


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