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Economia e Finanza

BANCHE & POLITICA/ Azzi: "Bcc autonome con un'autoriforma in 7 punti"

Alessandro Azzi (Infophoto)Alessandro Azzi (Infophoto)

Se ora la Vigilanza nazionale sollecita al Credito cooperativo "un maggiore livello di integrazione e la possibilità di realizzare rapidi rafforzamenti patrimoniali anche attraverso l’afflusso di capitali dall’esterno del sistema delle Bcc", gli obiettivi possono essere "condivisibili" ma - secondo Federcasse - sono anche "non esenti da rischi significativi per la funzione specifica che la cooperazione di credito è chiamata a svolgere nel sistema economico e sociale del paese, anche alla luce del dettato costituzionale. "Gli stessi obiettivi possono essere raggiunti attraverso strade diverse”, ha rilanciato Azzi in direzione di Via Nazionale, di Palazzo Chigi, del Tesoro. Ma con quali strumenti.

Qui il presidente della Federcasse ha delineato in concreto una "Carta" di autoriforma in sette punti: - vincolo dell'indipendenza del credito cooperativo nel suo complesso da capitali esterni, soprattutto da quelli “impazienti” o speculativi; - valorizzazione della dimensione qualitativa e territoriale del fare banca mutualistica; - conferma del posizionamento di player bancario “alternativo” rispetto ai gruppi verticali, nazionali e sovranazionali, quotati e con evidenti necessità di massimizzazione del profitto; - semplificazione della struttura del network e la eliminazione delle ridondanze che impediscono sia efficienza operativa sia efficacia organizzativa indispensabili per affrontare concorrenti sempre più grandi e dotati di risorse ingenti per gli investimenti, anche in considerazione dell’evoluzione degli stili di “fruizione” dei prodotti e dei servizi bancari/assicurativi; - l’introduzione di regole e sanzioni nella gestione dell’autonomia della singola Bcc che andrà modulata in funzione della meritevolezza; - apertura a possibilità di introdurre ulteriori forme e regole di governo societario delle Bcc del network nel suo complesso che prevengano i rischi di conflitti di interesse; - sviluppo della componente industriale come snodo bancario e organizzativo capace di accrescere la competitività complessiva.

La sintesi è un "no" all'aperta moral suasion della Banca d'Italia in direzione del ricompattamento delle Bcc attorno a una capogruppo forte da quotare in Borsa. E' invece il preannuncio alternativo di una strategia di più accelerate fusioni tra Bcc (nei vent'anni di presidenza Azzi il numero delle ex casse rurali è più che dimezzato) e di ulteriore crescita delle piattaforme centrali di prodotto e di servizio. In più, la Federcasse promette un cambio di passo nella governance: nella selezione e nella valutazione costante di presidenti, amministratori e manager per evitare che agli effetti della crisi si sommino quelli della casi di azzardo o cattiva gestione. Azzi ha confermato comunque che il Credito cooperativo intende "dialogare e confrontarsi con le Autorità di governo e di supervisione e, possibilmente, con il Parlamento".

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COMMENTI
17/02/2015 - commento (francesco taddei)

bisogna smettere di finanziare la ricapitalizzazione con i soldi dei cittadini. (vedi mps-imu) le banche una volta messe in vendita troveranno nuovi capitali per finanziarsi e avranno tutto l'interesse a finanziare aziende sane. e quelle in difficoltĂ  si fonderanno per aiutarsi.