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GUERRA IN LIBIA?/ NO. Forte: l'Italia rischia un "autogol"

Pubblicazione:martedì 17 febbraio 2015

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«L’Italia deve limitarsi a garantire la sicurezza dei pozzi di petrolio dell’Eni e a bloccare il flusso degli immigrati. Intromettersi nello scontro in atto tra le fazioni libiche sarebbe un grave errore». Lo afferma il professor Francesco Forte, ex ministro delle Finanze e per il Coordinamento delle politiche comunitarie, nel momento in cui si ritorna a parlare di un intervento della Comunità internazionale in Libia. Una nota del presidente francese, Francois Hollande, sostiene che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu dovrebbe riunirsi con urgenza per discutere della situazione libica. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in un’intervista aveva dichiarato che si sta creando “una situazione che minaccia l'Italia”, aggiungendo quindi che se la mediazione dell'Onu in corso dovesse fallire, siamo “pronti a combattere, in un quadro di legalità internazionale”.

 

Professore, quale linea dovrebbe seguire il governo italiano per quanto riguarda la Libia?

Per l’Italia sarebbe un errore partecipare a operazioni militari velleitarie in Nord Africa. La Libia è divisa in fazioni, le quali in caso di una guerra occidentale si unirebbero contro di noi. Per ora dobbiamo quindi lasciare che le varie fazioni si combattano tra di loro. Per queste ultime il petrolio è una fonte di finanziamento, e quindi il conflitto all’interno della Libia nasce anche da queste motivazioni.

 

Che cosa può fare il nostro Paese?

Certamente se ci mettiamo a fare la guerra alla Libia creiamo un pretesto perché l’Islam reagisca. Una guerra sarebbe giocata infatti interamente su elementi simbolici e da questo punto di vista il ministro Gentiloni ha commesso un errore. Le popolazioni arabe hanno ancora dei sentimenti di odio verso i paesi che le hanno colonizzate.

 

Ma lei non ha la sensazione che ormai la guerra ce l’abbiamo a casa nostra?

Proprio per questo va diffuso un messaggio molto chiaro agli stessi italiani: gli arabi, soprattutto se musulmani, non vanno trattati a partire da un pregiudizio razzista, perché in questo modo ci creiamo i nostri stessi nemici. Guai a immaginare una guerra all’Islam o agli Stati arabi, perché questo nuovo conflitto diventerebbe il simbolo del neocolonialismo. Non è un caso che la proposta del ministro Gentiloni di un intervento in Libia sia stata subito bollata come una “crociata”.

 

L’Italia dovrebbe rinunciare a difendere i pozzi dell’Eni in Libia?


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COMMENTI
17/02/2015 - guerra (Paolo Bini)

ma davvero pensate che gli altri vadano avanti al posto nostro? i francesi?? per difendere i nostri interessi???? non ricordate come è andata pochi mesi fa con la guerra portata in Libia? e come si fa a proteggere i nostri pozzi petroliferi (.."nostri"..) senza soldati? e quando i soldati saranno laggiù, pensate che non saranno coinvolti? non ricordate come siamo stati coinvolti nelle operazioni di peace keeping (un solo nome: Nassirya)? non credete che qui sarà ben diverso? ho paura che siamo nei guai (Papa Francesco lo dice chiaramente: siamo già in guerra, la 3° per la precisione) e questo è terribile, che mondo lasceremo ai nostri figli? che Dio ci protegga, se può.

 
17/02/2015 - Dum Romae consulitur..... (LUISA TAVECCHIA)

“Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” (“Mentre a Roma si discute su quel che si deve fare, la città di Sagunto viene espugnata”). ciao luisa

 
17/02/2015 - Obtorto collo (Vittorio Cionini)

Purtroppo il rischio di essere trascinati in un groviglio inestricabile è concreto e imminente. Ma i nostri soldati non sono preparati per andare a combattere. Siamo bravissimi per le azioni di "peace keeping", assistenza umanitaria, recupero di gommoni etc ma non siamo adatti a sparare. In tutti questi anni in cui ci siamo dati da fere nel Kossovo, in Libano, in Afganistan avete mai sentito dire che i nostri soldati hanno risposto al fuoco o hanno, non dico ucciso, ma solo graffiato qualche nemico? Con l'Isis non si scherza. Ve lo immaginate il caos mediatico se per caso ci mandassero un video con un nostro soldato sgozzato?Per mesi saremmo inondati di immagini della mamma piangente, fratelli e sorelle incazzate, il paese in lutto. il sindaco con gonfalone a mezz'asta in testa alla processione con madonne e santi dondolanti. No, non è il caso. Fa bene Renzi, non ostante l'irruenza giovanile, a abbassare i toni. Meglio mandare avanti egiziani e francesi e limitarci a cercare poi a salvare il salvabile dei nostri interessi.

 
17/02/2015 - Come? (Ma BA)

Il Prof. dice cose sensate ed espone preoccupazioni razionali. Tuttavia rimane il problema di come e cosa fare per bloccare l'invasione da immigrati e proteggere le fonti energetiche. Non pare possibile fare questo senza un intervento militare. Non pare affatto che quelli dell'IS si facciano convincere dalle chiacchiere diplomatiche, che sia possibile instaurare un dialogo insomma. Purtroppo siamo di fronte a qualcuno che ci ha già dichiarato guerra (concordo con quanto detto dal giornalista Quirico) e non credo che le nostre parole peggiorino la situazione. Né possiamo permettere che chi ci ha dichiarato guerra occupi l'Africa settentrionale. Quindi dovremo intervenire, ci piaccia o no. Altrimenti ne soffriremo le conseguenze.