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CRISI GRECIA/ Sapelli: così la Germania porta l'Europa al fallimento

Pubblicazione:mercoledì 18 febbraio 2015

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

La Francia, che è il vero avversario storico della Germania, sta a sé ed è come stordita dall'enorme responsabilità che gli è caduta sulle spalle. È più attiva in Centro Africa che in Europa e questa sua visione neo-imperiale schizofrenica non potrà che portare tutti alla rovina se non riscopre in se stessa quell'audacia e quel coraggio che nel Novecento quella grande nazione ha riscoperto con il grandissimo generale De Gaulle. Se si guarda all'Europa dal mondo si comprende benissimo che la posizione tedesca e teutonico-nordica è ormai accerchiata. La Germania è sola. Il Financial Times, il Fmi, la Banca dei regolamenti internazionali, l'Ocse (di cui si parla addirittura come di una forza mediatrice tra la Germania e tutti gli altri paesi europei per indurre la prima a concedere tempo e scadenze del debito alla Grecia) sono tutti concordi sul fatto che la politica dell'austerità deve essere abbandonata e la prima manifestazione di tale abbandono deve essere un'accettazione morbida, negoziata, ipocritamente mediata, delle ragionevoli richieste di Tsipras e di Varoufakis. Non farlo vorrebbe dire la fine dell'euro, l'aumento dell'influenza dei russi e dei cinesi in Grecia e nel Mediterraneo, il potenziale sgretolamento del fianco sud della Nato, con conseguenze che la presenza dell'Isis rende drammatiche e mortali. 

Questo scenario dovrebbe indurci a pensare che i tedeschi cederanno. Francamente ho molti dubbi a questo proposito, perché credo che nella storia sia la metafora della rana e dello scorpione ad avere ragione. Lo scorpione con la sua coazione a ripetere uccide la rana e sprofonda con essa. Schäuble e la Merkel sono lo scorpione, la rana siamo tutti noi. Del resto Hitler dopo aver ascoltato Furtwangler dirigere la Valchiria sacrificò i poveri bambini affamati dinanzi all'Armata Rossa per suicidarsi nel bunker con Eva Braun. Tutto questo non è una visione pessimistica, ma si fonda sulla considerazione mia personale che le condizioni generali del negoziato tra la Grecia e la Germania - circondati da protagonisti che più che tali sono spettatori, a cominciare dalla Francia - sono assai peggiorate rispetto a un tempo. E questo perché alle asimmetrie macro-economiche che ho ricordato prima si sono aggiunte, in una pericolosa coevoluzione, asimmetrie ancora più gravi nelle macchine dei partiti e nelle subculture politiche nazionali. Si sta delineando un insieme di sistemi di gioco a somma zero che può veramente distruggere la società e la civiltà europea. 

Mi spiego. In Germania crescono i movimenti intellettuali di alto livello cetuale e culturale come Alternative für Deutschland che ipotizzano l'uscita della Germania dall'euro e che quindi spingono tutto il sistema politico tradizionale, dalla Merkel ai socialisti, a presentarsi come più realisti del re, cioè a rendere evidente la loro acquiescenza alla retorica dei paesi del Sud Europa e dei viziosi francesi come spreconi, cicale, mangiapane tradimento, gente inferiore, insomma, il cui solo futuro è quello di lavorare a basso prezzo per produrre merci per la superiore civiltà tedesca e nordica .Nei paesi dell'Europa del Sud, in primis in Spagna e in Italia, e ancor più oggi dopo la vittoria di Syriza, crescono movimenti che criticano il dominio tedesco dell'austerità da posizioni tutt'affatto diverse da Alterative für Deutschland, ponendo le basi per un irrigidimento anti-austerty dei governi in carica, quale che sia il loro orientamento politico. 


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