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Economia e Finanza

SPILLO/ Fsm, la sigla che fa traballare l'euro

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Ancora più preoccupanti le pagine di C. Randall Henning dell’Università di Oxford in un saggio (ancora in bozza) che dovrebbe apparire tra due mesi nel libro collettaneo di James A. Caporaso e Martin RhodesEurope’s Crises: Economic and Political Challenges of the Monetary Union per i tipi della Oxford University Press. Secondo Henning, la Bce è stata modellata sulla base del principio che autorità monetarie (centralizzate) e autorità di bilancio (nazionali) sono in continuo palio per il primato nella formulazione e attuazione della politica economica; quindi, l’evoluzione del Fsm procede a sbalzi risultanti dagli esiti di conflitti sempre serpeggianti.

La crisi 2010-2013 (quella del “debito sovrano”) ha accentuato la struggle for dominance (lotta per il dominio della politica economica). La deflazione dimostra che per ora le autorità monetarie hanno avuto la meglio su quelle della politica di bilancio (e della politica dei prezzi e dei redditi). Al costo però, di frammentare il concetto di Fsm (e il mercato finanziario europeo) e di innescare un forte movimento anti-euro.

Di tanto in tanto, la politica dovrebbe dedicare tempo alla lettura di letteratura accademica recente (come facevano i leader del passato, anche recente). Sempre che dispongano della strumentazione per interessarsi, comprenderne e trarne le conclusioni di azione politica.

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