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CRISI GRECIA/ La trattativa che svela il "suicidio" dell'Europa

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Insomma, salvo colpi di scena, la Blitzkrieg di Schaeuble e Angela Merkel promette di tradursi in una grande vittoria campale. Non c'è stata la temuta saldatura tra le posizioni di Italia e Francia, presto promosse all'esame di riparazioni dei conti, e la Grecia. Non c'è stata nemmeno la "comprensione" degli sherpa del Fondo monetario internazionale, che pure ha già fatto ammenda sugli errori commessi dalla Troika. E Mario Draghi ha fatto subito capire che la Bce non era affatto disposta a favorire la finanza creativa dei Tsipars boys. Per una ragione, soprattutto: herr Draghi da anni si batte per un'integrazione sempre più stretta del governo dell'Europa, sperando che, prima o poi, i paesi mettano in comune politica fiscale, regole sul mercato del lavoro e dell'impresa, come si dovrebbe in uno Stato federale. La pretesa di Tsipras di giocare da solo (ma con i soldi altrui) non poteva andargli a genio. Ma, soprattutto, contro il gioco di Atene hanno pesato due fattori. 

Innanzitutto, la ripresa economica, anche grazie agli stimoli del prossimo Quantitative easing. La crisi greca, nel 2011, era piombata su un Continente avviato alla recessione, in cui la caduta del Pil metteva a grave rischio la tenuta dei conti pubblici e la capacità di paesi come l'Italia di far fronte al servizio del debito. Oggi, complici la caduta dei tassi e il ritorno seppur timido della crescita, il rischio che il default greco possa innescare un collasso della moneta unica è valutato quasi a zero. Anche perché nel frattempo l'Ue si è dotata di nuovi strumenti. 

Anche la situazione geopolitica, infine, si è ritorta come un boomerang contro Atene, che ha confidato fino all'ultimo nella comprensione di Washington, preoccupata dall'avvicinamento della Grecia a Mosca. Ma quando il gioco si è fatto duro, gli Usa hanno scelto di non complicare la vita a Bruxelles, memori dei problemi che ha comportato il debito greco dal 2011 in poi per la compattezza del fronte dell'economia globale. 

Insomma, austerità promossa. O no? In realtà, al di là degli errori garibaldini di Tsipras, che comunque avrà ancora modo di limitare i danni e di mantenere alta la sua reputazione in patria e fuori, i problemi restano intatti. A partire dalla constatazione, scontata, che Atene non sarà mai in grado di ripagare il debito che, fra l'altro, già gode oggi di condizioni eccezionalmente favorevoli. Se si va al di là della vernice diplomatica, emerge che non solo tra le cause del collasso greco c'è una terapia sbagliata imposta dalla Troika, ma che le prospettive future della Grecia, senza una robusta iniezione di capitali da parte dell'Eurozona, restano precarie. 


COMMENTI
20/02/2015 - Ue imploderà per sue colpe (Carlo Cerofolini)

Visto che l’Ue – a parte la Germania e pochi altri paesi – si sta sempre più impoverendo e che certo non possiamo fare concorrenza alla Cina è evidente che sì certe riforme sono magari pure necessarie ma è altrettanto evidente che le vie fin qui seguite, comprese le masochistiche sanzioni alla Russia e la suicida inazione verso i tagliagole islamici oltre l’austerity, sono la chiara dimostrazione che quest’Ue senz’anima e senza prospettive è destinata ad implodere miseramente, a meno che l'imprevisto non ci salvi dalla rovina. Speriamo!