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SPILLO/ Le Popolari escono dal bunker (in scia alle Bcc)

Pubblicazione:venerdì 20 febbraio 2015 - Ultimo aggiornamento:venerdì 20 febbraio 2015, 8.30

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Le Popolari sembrano dunque aprire a un modello societario ibrido in cui il voto capitario sia più leggero e quello degli investitori istituzionali più pesante: ma forse sarebbe stato opportuno delinearlo più in dettaglio, chiamandolo "autoriforma" e facendo entrare in scena i tre saggi Alberto Quadrio Curzio, Piergaetano Marchetti e Angelo Tantazzi. In cambio le Popolari chiedono scudi anti-scalata (forse per un periodo transitorio), ma non danno la disponibilità esplicita alle aggregazioni, che rimangono il cuore di politica creditizia della questione.

Le cinque righe finiscono quindi per dire "minus quam volunt", chioserebbe un giurista. Segno che sull'exit strategy, sulla controffensiva sostanziale, il fronte non è compatto: anche perché l'attivismo delle Procure e della Banca d'Italia negli ultimi giorni ha preso di mira 3 delle 11 Popolari oggetto del decreto. Difficile tuttavia che Padoan - o lo stesso governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco - possano incoraggiare apertamente quelli che restano comunque "primi passi". Ma prima della conversione del decreto (su cui il Governo ha preannunciato la fiducia) c'è ancora tempo. Anche se non è escluso che le prossime notizie rilevanti sullo scacchiere giungano da singoli gruppi che hanno deciso di aprire colloqui di aggregazione.



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