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Economia e Finanza

SPILLO/ I numeri che "bocciano" euro e ripresa

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E su questo aspetto si è pure soffermato il presidente Fara: "Noi nel corso degli anni siamo stati molto critici sulla costruzione dell'Europa e sui percorsi che sono stati seguiti nel corso degli anni. L'idea che possa esserci, all'interno di una società umana, qualcosa di irreversibile ci pare abbastanza ardita. Non è stato irreversibile l'impero romano, non è stato irreversibile il comunismo, non è stata irreversibile la monarchia. La moneta è un mezzo, è uno strumento: se serve a far progredire l'Europa e a far stare bene i cittadini ha un senso, ma nel momento in cui questo senso cade si può anche rimettere in discussione l'utilizzo di una moneta".

Ovviamente il tema dell'euro non è stato il tema principale (e non poteva esserlo) né del Rapporto Italia, né della presentazione del presidente Fara. Molti sono stati i temi affrontati, riguardanti la società italiana, letta soprattutto sotto le lenti di alcune dicotomie che ogni anno vengono proposte con temi sempre differenti. Quelle di quest'anno sono "Coraggio-Rinuncia", "Cittadinanza-Sudditanza", "Morale-Diritto", "Naturale-Artificiale", "Città-Campagna", "Presente-Futuro". Probabilmente alcuni di questi temi li riprenderò in prossimi articoli. Intanto vi propongo l'interessante conclusione della presentazione, poiché riguarda il tema dell'uscita dalla crisi.

"Confusamente si scontrano e si sovrappongono tre differenti visioni dell'uscita dalla crisi. La prima - forse quella minoritaria ma in auge fino a un paio di anni fa - che chiameremo 'conservatrice-neoliberista', ci dice che 'va bene così', che il mercato è e sarà la medicina giusta da assumere per svegliarci magicamente guariti... La seconda, che chiameremo 'apocalittico-nichilista', pretende, partendo dall'idea che niente meriti di essere conservato... che il Paese debba essere smontato e ricostruito partendo dalla democrazia orizzontale del 'mi piace'. La terza, che definiamo 'messianico-riformista', è sostenuta da chi si oppone alle prime due perché diversamente ma egualmente improponibili. Di conseguenza, non si può che confidare su di un mix di rinnovamento e di conservazione. Riforme radicali congiunte alla valorizzazione delle eredità positive".

Ecco, questo è il mix che, con un pochino di buon senso e molta pazienza, occorre costruire.

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