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CRISI GRECIA/ Il "jolly" da 25 miliardi in mano ad Atene

Pubblicazione:lunedì 23 febbraio 2015

Yanis Varoufakis (Infophoto) Yanis Varoufakis (Infophoto)

Gli Ias hanno due colonne: il dare e l’avere. Nella colonna del dare, soprattutto, tengono conto del valore attuale dell’indebitamento. I numerosi riassetti del debito greco effettuati dal 2010 fanno sì che il valore attuale dell’indebitamento sia inferiore al debito nominale computato da Eurostat e altri. Sino a questo punto, il ragionamento di Kazarian tiene: è confermato indirettamente dal fatto che - come notato su queste pagine - il servizio del debito incide sul Pil greco meno di quanto non incidano i servizi del debito di Italia, Spagna e Portogallo sui relativi prodotti nazionali.

La colonna dell’avere contiene stime del valore del patrimonio pubblico greco: dai beni demaniali, alle partecipazioni statali, a beni culturali (quali il Partenone). Ritengo che non si debba tenere conto della colonna dell’avere, sarebbe come se nella contabilità dell’indebitamento italiano si computassero i 3800 miliardi di euro di risparmi delle famiglie e anche il valore del Colosseo e del Duomo di Milano.

Se ci sofferma però sul dare, il peso del debito greco scende di 20-25 miliardi di euro. E un percorso diriassetto strutturale appare maggiormente fattibile.



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