BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

TELEFONIA/ Il ministero precisa: nessuna penale per cambiare operatore

Con il disegno di legge concorrenza, varato il 20 febbraio dal governo Renzi, si pagherà la penale per gli utenti che cambieranno operatore telefonico 

foto:Infophotofoto:Infophoto

Il ddl concorrenza approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri "non prevede in alcun modo la reintroduzione di penali per chi recede dai contratti di abbonamento a telefoni fissi e mobili, internet o a pay-tv". E’ quanto precisa una nota del Ministero dello Sviluppo economico, intervenuto per smentire la notizia diffusa nelle ultime ore. La norma inserita nel disegno di legge, si legge ancora nel comunicato, "non cambia infatti le disposizioni generali in materia di recesso anticipato dai contratti di telefonia, internet e tv (già regolati dal DL 7/2007) ma disciplina i costi di uscita dalle sole promozioni relativi ai medesimi servizi (come per esempio l’uso di uno smartphone o le partite di calcio gratuite)". In primo luogo "fissa un tetto di 24 mesi alla durata delle promozioni stesse", ma stabilisce anche che le eventuali penali (già esistenti nelle promozioni) "devono rispettare una serie di stringenti requisiti di trasparenza sia verso il cliente, sia verso il regolatore". In particolare, "l’operatore dovrà fornire al consumatore informazione esaustiva in merito all’esistenza e all’entità di costi d’uscita. Dovrà inoltre spiegarne analiticamente al Garante delle comunicazioni, sulla base dei costi effettivamente sostenuti, la giustificazione". In terzo luogo, "la norma impone che i costi d’uscita siano proporzionali al valore del contratto e alla durata residua della promozione". Insomma, conclude il Ministero, "ciò che era vietato fino a oggi continuerà a esserlo anche dopo l’entrata in vigore della nuova legge sulla concorrenza, e anzi le pratiche commerciali già in atto saranno soggette a vincoli più stringenti a tutela del consumatore".

Con il disegno di legge concorrenza, varato il 20 febbraio dal governo Renzi, si pagherà la penale per gli utenti che cambieranno operatore telefonico e si stima che la spesa potrà raggiungere i 100 euro. Addio quindi alla legge Bersani che aveva eliminato queste spese. Ecco cosa viene spiegato nel testo varato venerdì: "Nel caso di risoluzione anticipata, l'eventuale penale deve essere equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta". Di conseguenza, chi dovrà cambiare operatore dovrà pagare una penale alla società e l’importo sarà calcolato dai mesi restanti e da quanto pattuito durante la stipula del contratto. Ma quanto costa agli utenti? A stimarlo è il responsabile dei rapporti istituzionali per Altroconsumo, Marco Pierani, al “Corriere della Sera”: "Così facendo l'operatore può far pesare sulla fine anticipata del contratto, che non può essere superiore a 24 mesi, l'investimento in marketing per promuovere l'offerta". Si rischierà di andare oltre al centinaio di euro. Un doppio passo indietro, considerando che aspettavamo addirittura un limite concreto all'entità dei costi di disattivazione". Intanto, considerando l’ultimo dato trimestrale diffuso da Agcom, risulta che a fine settembre sono stati superati i 74 milioni milioni di euro per le linee trasferite. (Serena Marotta) 

© Riproduzione Riservata.