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ACCORDO GRECIA-UE/ Synghellakis: nessun "tradimento", Tsipras fa ancora paura (alla Merkel)

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

È inutile nasconderlo, ci sono state delle critiche da parte dell’ala sinistra di Syriza. Ieri Tsipras ha parlato con alcuni esponenti del partito in una riunione della segreteria politica. Ora dirà che ha cercato di fare delle mosse per riuscire ad arrivare alla firma di un accordo. L’obiettivo è un cambio di rotta rispetto all’austerità del passato. Dopo avere analizzato questo accordo, l’opinione pubblica capirà che per la Grecia è un passo in avanti e che anche l’Europa in futuro non vorrà perseguire solamente la via ragionieristica dell’imposizione dei tagli.

 

La via tracciata da Tsipras potrebbe essere seguita anche da Podemos in Spagna?

È proprio questa una delle paure della Germania e dello stesso Rajoy in vista delle elezioni spagnole. È un’ipotesi realistica, anche se Syriza viene dalla sinistra tradizionale mentre Podemos viene dal movimento delle piazze. Ad accomunare i due partiti è però la volontà di controbilanciare l’onnipotenza del potere economico e finanziario. Ma soprattutto l’intenzione di mettere in primo piano i bisogni quotidiani dei cittadini che si trovano privi di lavoro, di reddito e di assistenza.

 

L’ipotesi di un’uscita della Grecia dalla Nato è soltanto pura fantascienza?

La Grecia ha dovuto ampliare il suo spettro di colloqui e di contatti alla luce di una certa rigidità iniziale di alcuni membri dell’Eurogruppo. Non però credo che la Grecia uscirà dalla Nato. Ci potrebbero essere degli approcci critici da parte di Europa e Usa per quanto riguarda le aperture di Atene a Mosca, ma questa è normale dialettica fra alleati. La mia speranza per il futuro è che la Grecia rimanga nell’Eurozona, ma con un euro che non sia agganciato soltanto agli interessi della Germania.

 

(Pietro Vernizzi)

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